Mazzarri: “Resto all’Inter anche in scadenza. Stagione positiva, l’EL non era scontata. Mercato? Serve un metodista, l’identikit ideale…”

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E’ tempo di bilanci in casa Inter. Dopo aver lasciato il posto al direttore dell’area tecnica Piero Ausilio nell’ultima conferenza della stagione, oggi Walter Mazzarri incontra i giornalisti nella sala stampa dello stadio “Giuseppe Meazza” per tracciare un bilancio del suo primo anno sulla panchina nerazzurra.

Si voleva ritornare in Europa e ci si è arrivati. Obiettivo centrato…

“Io sono abituato a parlare con i fatti. Sono i numeri, la classifica e gli obiettivi a parlare per me. Si tratta di un traguardo che in estate non pareva così scontato. Credo sia stato un anno positivo, devo ringraziare il mio staff e tutte le persone che mi sono state vicino”.

Sarà l’allenatore dell’Inter l’anno prossimo?

“Assolutamente si, ho un contratto. Dopo la Lazio ho ricevuto una chiamata da Thohir che ho gradito molto. Questo è stato un riconoscimento importante”.

Cosa risponde a chi parla di stagione insufficiente?

“Impossibile parlare di anno negativo, quando si centra un obiettivo. E bisogna sempre tener presente da dove siamo partiti”.

Qual è stato l’errore maggiore che può aver commesso quest’anno?

“Tutti commettono degli errori. Abbiamo inanellato troppi pareggi e abbiamo buttato al vento tanti punti. Non siamo stati cinici in molte occasioni e mi prendo la responsabilità di tutto. Stiamo ancora lavorando su questo aspetto per cercare di migliorare sin dall’inizio del prossimo anno”.

Cosa le ha dato più fastidio tra tutte le critiche che ha ricevuto?

“Io sono molto autocritico. Quando capisco che la critica è oggettiva, la accetto. Io ascolto tutti, sono nato per il confronto. Quando, invece, capisco, che la critica non parte dai giusti presupposti, la ignoro”.

Quanto è importante il suo rinnovo?

“L’importante è che ci sia grande stima tra di noi. Del mio contratto ha già parlato Ausilio. Mi è già successo di essere in scadenza con il Napoli e ho fatto comunque benissimo. In questi giorni si parlerà anche del prolungamento, però bisogna essere convinti ed avere unità di intenti”.

Come pensate di avvicinarvi a Juventus, Roma e Napoli?

“Vi chiedo di essere molto attenti ad informare il nostro pubblico. Se non si può competere ad armi pari riguardo certi parametri,  ci si può avvicinare con il lavoro. Con la società parleremo delle linee programmatiche e saranno i dirigenti, poi, a parlare del fair play finanziario e della campagna acquisti”.

Quali potranno essere le conseguenze dell’addio dei senatori?

“Ci tenevo a ringraziarli, sono orgoglioso di aver vissuto questa stagione insieme. Avendo trascorso con loro quest’anno, spero di riuscire a trasferire la giusta mentalità ai più giovani, che potranno contare sull’esperienza maturata durante questa stagione”.

Prima di Inter-Lazio sono arrivati tanti fischi per lei…

“Ho capito la dinamica del momento. I tifosi pensavano che la vecchia Inter meritasse di essere in campo per le ultime partite. Io, ovviamente, mi dovevo concentrare sulla partita e sui nostri obiettivi. Credo che abbiamo apprezzato, poi, come ho gestito la situazione. Una volta detto questo, penso che la gente non può non capire le mie motivazioni e sono sicuro che la storia dei fischi era circoscritta a questo episodio”.

Che cosa ha imparato da questa esperienza?

“Io ogni anno mi sono sempre impegnato a migliorare. C’è stata una situazione difficile da affrontare. Dopo 18 anni, è avvenuto un cambiamento storico e questo, nella mia carriera, non mi era mai capitato. Ho provato a gestire questa situazione, sono stato messo alla prova, ma c’è soddisfazione per esser riuscito a portare la barca in porto”.

Squadre con minor qualità come Parma e Torino hanno totalizzato quasi gli stessi punti dell’Inter?

“Ogni campionato presenta una storia a sè. L’anno scorso, ad esempio, l’Udinese ha disputato una grande stagione. Ci sono piazze, in cui le pressioni sono minori. Bisogna considerare tanti parametri di valutazione e l’importante è aver centrato il nostro obiettivo”. 

Crede che l’Europa League possa rappresentare un ostacolo?

“Prima facciamo il mercato e vediamo la rosa a disposizione. L’anno scorso, con il Napoli, abbiamo realizzato determinate scelte e nel girone di Europa League abbiamo fatto crescere tanti giovani. Ci devono essere alcune premesse per pensare di poter vincere su tutti i fronti. Vedremo cosa succederà durante il mercato”.

Thohir parla spesso della qualità di gioco. Cosa pensa di quella espressa quest’anno?

“Il Presidente parla spesso di queste cose. Guardando i dati, si può dire che l’Inter ha acquisito man mano una mentalità propositiva: basti pensare ai dati relativi al possesso palla o al numero dei calci d’angolo battuti. Abbiamo, comunque, avuto un rendimento altalenante e quindi non ci siamo sempre riusciti. Sono il primo a dirlo. L’anno prossimo andrà meglio”.

Qual è stata la difficoltà principale di quest’anno? Tenere la squadra ad un certo livello atletico?

“Non credo sia stato questo il problema, con Pondrelli le nostre squadre hanno sempre avuto pochi cali fisici ed atletici. Secondo me, un problema potrebbe essere stato tenere sempre alta la concentrazione e acquisire quella determinata mentalità di cui ho parlato più volte. Probabilmente per questo il rendimento non è stato costante. Se un giocatore è a 100, io cerco di portarlo a 110. A volte ci riesci e altre volte no e i motivi possono essere tanti”.

Cosa serve alla prossima Inter?

“Ci sarrano alcune conferme intanto. Già dalla prima settimana di ritiro, lavorerò sulla difesa a 4 con la presenza di un metodista. Quest’ultimo è il ruolo più importante. Per fare un esempio, si può parlare di Luiz Gustavo o del De Rossi di quest’anno. Con giocatori del genere, si potrà provare la difesa a quattro. Vedremo cosa potrà fare la società a proposito”.

C’è un progetto societario che porterà in Champions?

“Thohir ha già parlato di questo argomento. Questo era un anno di transizione, il primo di una nuova era. Certi obiettivi e le linee programmatiche le detta la società. Io cercherò di tirare la macchina oltre le aspettative e, sicuramente, dopo un anno, mi troverò ancor di più a mio agio. Però ci devono essere alcune basi da cui partire”.

C’ è qualcuno in rosa che può occupare il ruolo di metodista?

“Avrò modo di cambiare tanto quest’anno, visto che ci sarà anche l’Europa League. Dopo il mercato, individueremo l’undici base. Vedremo il mercato e ciò che succederà. Solo a quel punto, vi potrò dire chi può ricoprire un certo ruolo”.

L’idea di base è quella di ripartire dalla difesa a quattro?

“Non ho detto questo. L’anno prossimo, conoscendo diversi moduli, si potranno alternare in base all’andamento della gara. In questa stagione non si è potuto fare, perchè non ho potuto preparare i giocatori a questo e non mando i miei calciatori impreparati in campo”.

La prossima potrà essere considerata una stagione normale?

“Dopo il mercato si parlerà. Ripartiremo da determinate basi e si potrà capire dove saremo in grado di arrivare”.

Si poteva dare qualcosa in più in Coppa Italia?

“La partita contro l’Udinese è arrivata in un momento particolare. Ho fatto determinate scelte. ma non voglio tornarci su”.

Obi Mikel potrebbe avere le caratteristiche di Luiz Gustavo?

“Non dirò nulla sul mercato, spetta ad Ausilio parlare di queste cose”.

Come si potrà sostituire Milito?

“Ricordatevi che quest’anno Icardi è stato infortunato per molto tempo e questo è stato uno dei miei più grandi rammarichi. E’ un ragazzo che fa ben sperare e ha ampi margini di miglioramento”.

Ritiene di essere stato un valore aggiunto per questa Inter?

“Basta guardare la classifica dell’anno scorso. Tra le prime nove della precedente stagione, soltanto Inter e Roma si sono migliorate. I giallorossi hanno avuto una crescita notevole, ma dopo di loro noi siamo gli unici ad aver fatto meglio. I numeri ci dicono che questo è stato un anno positivo”.

Come ci si regola con il Mondiale?

“Bisogna far di necessità virtù. Devo cercare di ottimizzare il tutto. E’ giusto considerare la variabile del mercato, non è facile puntare un giocatore e prenderlo come lo era negli anni passati”.

Si è molto parlato dell’autofinanziamento. Chi verrà sacrificato e quali giovani potranno rientrare alla base?

“Queste sono cose cui deve rispondere la società. Per quanto riguarda i giovani, stiamo valutando un po’ tutto, considerando che c’è anche l’Europa League da disputare”.

Spera che l’Inter ripeta quello che ha fatto il suo Napoli?

“Sono avventure diverse, anche se qualche punto d’incontro si può trovare. L’importante è che ci sia unione d’intenti e chiarezza da parte di tutti”.

Ci saranno dei cambiamenti alla Pinetina e nello staff. E’ stata una sua scelta?

“Come allenatore relaziono tutto ai dirigenti, ma le scelte finali le fa sempre la società. Io dico come la penso, ma non ho poteri decisionali in tal senso”.

Ci sono dei calciatori nell’Inter che non sembrano adattarsi alle sue idee. Conviene lavorarci o sostituirli?

“Io ho trovato questo gruppo quando sono arrivato. Ora ho le idee più chiare”.

Come mai non si pùo vedere Kovacic al centro del campo?

“Lui ha grandi qualità e i giocatori con queste doti devono sempre giocare un po’ più avanti. Prendiamo in esempio Hamsik. Ai tempi del Napoli, mi era stato chiesto il perchè Marek non giocasse nel ruolo di mediano. Se avesse giocato in quella zona, non avrebbe fatto tanti gol. Inoltre bisogna considerare anche la fase difensiva e lo stesso Kovacic ha detto che è molto migliorato durante la stagione da questo punto di vista”.

La sua Inter potrà fare a meno di Guarin l’anno prossimo?

“Dipende dall’idea tattica che porterò avanti l’anno prossimo e dipende anche da chi arriverà. Per questo dico che è difficile parlare di queste cose ora”.

Da Udinese-Inter di Coppa Italia non ha più commentato l’operato degli arbitri…

“Se dico qualcosa, si scambiano le mie parole per alibi. I dati sono quelli, abbiamo ricevuto un solo rigore e l’abbiamo sbagliato. Siamo la maglia nera per quanto riguarda rigori assegnati e decisioni arbitrali. In una partita di calcio succede anche questo e ne prendiamo atto”.

Aveva detto che con i giovani si fanno massimo 50 punti. Dall’alto dei 60 punti dell’Inter e dell’utilizzo fatto dei giovani, si ritiene soddisfatto?

“Assolutamente si. Guardando le prime squadre del campionato, si può dire che l’Inter è una delle prime nell’utilizzo dei giovani insieme a Roma e Napoli. Basti pensare a Juan, che non abbiamo avuto nelle ultime gare o a Kovacic e Icardi o ancora a Ranocchia. Quest’ultimo non può essere considerato un giovanissimo, ma nelle ultime gare ha avuto quell’atteggiamento che piace a me”.

La squadra ha risentito del cambio societario?

“Quando arrivano nuovi dirigenti, tutti i dipendenti possono pensare di essere a rischio. Avviene inconsciamente di non essere più così sicuri del proprio posto di lavoro. Lo stesso succede ai giocatori”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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