La stagione a due facce di Taider: da attore protagonista a semplice comparsa

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Solo sette presenze nelle ultime diciotto gare di campionato. Un magro bottino quello raccolto da Saphir Taider nel girone di ritorno, contraddistinto da una sola partita disputata da titolare (nella sconfitta per 3-1 contro la Juventus, ndr) e da poco più di cento minuti collezionati nelle restati sei apparizioni.

L’ex giocatore del Bologna, dunque, ha trascorso una stagione – la prima con la maglia dell’Inter – dai due volti: una parte iniziale vissuta da protagonista, perfettamente inserito nel centrocampo a cinque di Walter Mazzarri, a dispetto di un 2014 povero di soddisfazioni personali. Il tecnico toscano, nei primi mesi dall’approdo a Milano, aveva ricorso costantemente all’impiego del giovane mediano, capace di dare dinamicità e di offrire costanti incursioni senza palla ad un reparto spesso troppo statico.

A complicare il percorso di crescita e di ambientamento del numero 21 nerazzurro ci ha pensato l’arrivo a gennaio di Hernanes e il rilancio, nelle ultime uscite, di Mateo Kovacic. Due calciatori che, nonostante abbiano caratteristiche differenti rispetto al 22enne franco-algerino, hanno aumentato notevolmente la concorrenza in mezzo al campo. A quel punto è diventato più difficile per il calciatore originario di Castres trovare spazio sia nell’undici titolare che a gara in corso, oscurato dalla tecnica e dalla fantasia del Profeta e del giovane gioiellino croato.

Lo scarso impiego dell’ultimo periodo, però, non ha comunque condizionato le scelte di Vahid Halilhodzic. Il tecnico dell’Algeria, infatti, ha inserito nella lista dei 23 che voleranno in Brasile anche Taider, pronto a vivere la fantastica esperienza del Mondiale. Una vetrina importante dove potersi mettere in mostra, soprattutto agli occhi dello stesso Mazzarri e della dirigenza interista.

Gli uomini di Corso Vittorio Emanuele, al primo mercato estivo con Thohir presidente, dovranno valutare attentamente la strada giusta da seguire per non buttare all’aria un investimento fatto soltanto un anno fa. L’allora Inter di Massimo Moratti riuscì a strappare al Bologna – per 5,5 milioni di euro più il prestito di Diego Laxalt – la comproprietà del mediano classe 1992.

Adesso, dopo un’annata vissuta equamente tra campo e panchina, l’avventura brasiliana potrebbe essere per Taider l’occasione giusta per dimostrare a tutto il popolo nerazzurro, da sempre scettico sulle sue qualità, di poter far parte dell’Inter del futuro. In caso contrario, il suo nome potrebbe finire sul taccuino dei prossimi partenti, con la benedizione di chi (Mazzarri) ha dimostrato da gennaio in poi di non credere più in lui.

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