Berti: “Sono curioso di vedere cosa farà Thohir, la prossima stagione sarà decisiva. Il rammarico dei miei anni in nerazzurro…”

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In un’ intervista rilasciata al blog “Quelli che l’Inter”, Nicola Berti, storica bandiera nerazzurra, ha ripercorso tutta la sua carriera. L’attaccante con la maglia dell’Inter vanta 229 presenze, uno scudetto (quello dei record del 1988-1989, ndr), una Supercoppa italiana e due coppe Uefa.

Nonostante non sia arrivata la vittoria in Coppa dei Campioni, Berti sottolinea l’importanza e la forza della squadra in quegli anni: Abbiamo fatto tre anni straordinari e ci manca lo scudetto del 1990-1991 vinto dalla Sampdoria che meritavamo di vincere noi. Poi abbiamo vinto 2 Coppe Uefa, che a quei tempi era più importante dell’attuale Europa League. In quella competizione confluivano tutte le migliori squadre europee eccetto la vincente, di diritto in Coppa Campioni”.

Sicuramente grande merito per la vittoria dello scudetto 1988-1989 è di Giovanni Trapattoni, un tecnico che ha sempre dimostrato e dato qualcosa in più alle squadre che ha allenato. L’ex attaccante nerazzurro ha un ottimo ricordo del Trap: Era una persona che sapeva dialogare con i calciatori, da ex giocatore qual’è. Questo è un elemento importante. Ora tutti i migliori allenatori hanno un passato da calciatori. Ad esclusione di Sacchi, Mourinho e pochissimi altri. Conoscere la materia, perché l’hai vissuta in tanti anni da calciatore, ti aiuta tantissimo. Sai come caricare la squadra, sai dare i giusti stimoli”.

Forse la più grande delusione della carriera di Berti è stata la sconfitta nella finale dei mondiali del 1994 ai calci di rigore contro il Brasile. Ormai sono passati tanti anni e Nicola, scherzandoci su, vede il bicchiere mezzo pieno: “Mah…è passato tanto tempo… Comunque la mia soddisfazione più grande, unica, è quella di aver giocato la finale di un Campionato del Mondo. Poi, riflettendo bene, il Brasile era più forte di noi. Noi siamo stati un pò fortunati ad arrivare in finale senza però sminuire il valore dell’Italia. Quella era una gran bella squadra. Ecco, il ricordo più bello è essere stato l’unico interista in quel gruppo con 14 milanisti”.

In chiusura, la storica bandiera nerazzurra ha analizzato la situazione attuale dell’Inter, sottolineando che la squadra si è trovata in una situazione anomala a livello societario e che servirà del tempo per ricostruire un gruppo vincente: E’ stato un anno particolare, atipico. Siamo curiosi di vedere i cambiamenti che farà la nuova proprietà. Il prossimo sarà un anno importante. Come dice Thohir, si svilupperà un lavoro a livello finanziario e tecnico che darà i frutti fra 2-3 anni“.

 

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