Thohir: "Non sono qui per il mio prestigio, voglio portare l'Inter al top. Derby? Mi auguro che..."

Thohir: “Non sono qui per il mio prestigio, voglio portare l’Inter al top. Derby? Mi auguro che…”

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Intervistato da Roberto Monzani per Inter Channel, Erick Thohir ha parlato dei suoi progetti per il presente e il futuro dell’Inter. Ecco le parole del presidente:

Cosa le ha lasciato l’esperienza a Madrid?

“Ho avuto l’opportunità di imparare. Qualunque essere umano ha bisogno di migliorare le proprie conoscenze, perchè ognuno di noi è diverso dagli altri. Ho visitato le strutture di allenamento del Real, che ha organizzato tutto in maniera perfetta. Al momento non possiamo copiare  il cento per cento di quello che hanno, perchè siamo in un periodo di transizione. Sicuramente però apporteremo dei miglioramenti alla Pinetina. La direzione giusta è quella di Valdebebas. Per quanto riguarda lo stadio, credo che San Siro sia bellissimo e sia in linea con il nostro modello di business, ma i nostri introiti devono crescere. Dobbiamo avere il giusto equilibrio nella gestione del budget, per mantenere il club in salute. Il Real Madrid è il primo club per fatturato al mondo, noi siamo quindicesimi. Vogliamo arrivare tra i primi dieci e lentamente avvicinarci a loro. Non sarà facile, ma ci proveremo perchè i nostri introiti possono crescere”.

Quanto è soddisfatto dell’accordo con Infront?

“E’ bello vedere il mio team lavorare duro e raggiungere obiettivi, così come quando dei partner come Infront credono nel progetto. Abbiamo raggiunto un accordo da 80 milioni di euro in 4 anni, con un aumento del 5o% rispetto al passato. Anche con Pirelli e Nike stiamo studiando il modo migliore per crescere insieme a livello globale. E’ importante avere incontri anche Volvo, Deutsche Bank e le altre società che lavorano con noi. E’ positivo che abbiano fiducia nel nostro progetto. E’ un momento emozionante, che può dimostrare la crescita del nostro club. Quello con Infront è un buon accordo ma non è abbastanza. Abbiamo bisogno di continuare a crescere”.

Domenica è tempo di derby. Ha percepito l’importanza di questa partita, assistendo dal vivo al match d’andata? 

“Vivere il derby da presidente porta una pressione diversa. All’andata abbiamo vinto, ma domenica non sarà facile perchè entrambe le squadre faranno di tutto per conquistare punti. Le ultime tre partite sono fondamentali per noi, vogliamo essere certi di tornare in Europa. Riuscirci sarebbe una buona cosa, si giocherebbero più competizioni e anche i giocatori più giovani troverebbero modo di fare esperienza”.

Vuol dire qualcosa di particolare alla squadra?

“Credo che allenatore e giocatori faranno del loro meglio nel derby. Mi auguro possano vincere. So che non è facile, ma ne abbiamo parlato e sono convinto che la squadra possa fare bene, non solo contro il Milan ma anche nelle restanti partite”.

Qual è il suo uomo derby?

“Voglio che tutti diano il massimo. Se vincessimo la partita, sarebbero tutti decisivi. E’ tutta la squadra che gioca per vincere, non il singolo giocatore”.

Com’è cambiata la sua vita in questo primo semestre da presidente?

“Non sono qui per il prestigio personale. Sono qui per lavorare e, per questo, è un onore sentire la fiducia di Moratti e dei nostri soci. Non avrei mai pensato di diventare presidente. Voglio solo lavorare duramente e costruire una squadra forte con lo staff. L’Inter mi sta dando molto, la gente mi riconosce di più e non può che farmi piacere. L’Inter è un grande marchio e io la rappresento. Il mio obiettivo però è portare l’Inter al top, non certo il mio nome. Voglio che tutti rispettino l’Inter e le sue tradizioni. Prendo sempre decisioni per il bene dei tifosi e del club, non per me stesso. Negli ultimi cinque mesi mi sono concentrato molto sullo sviluppo della società e guardo con entusiasmo al futuro. Ci sono ancora un sacco di cose da fare nei prossimi due anni”.

 

 

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