Mazzarri: "Non è il momento più duro della mia carriera. Kovacic? Normale sia scontento, ma..."

Mazzarri: “Non è il momento più duro della mia carriera. Kovacic? Normale sia scontento, ma…”

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Domani, alle ore 20.45, l’Inter affronterà il Bologna al “Meazza” nella gara valida per la 32^giornata della Serie A TIM 2013-14. In diretta dalla sala stampa del centro sportivo “Angelo Moratti”, vi proponiamo le dichiarazioni rilasciate da Walter Mazzarri nella consueta conferenza della vigilia.

Nonostante i risultati, in molti hanno sottolineato l’importanza del suo lavoro. Le fanno piacere questi attestati di stima?

“Io ho notato soprattutto le parole di Valentino Rossi, perchè mi ha fatto piacere abbia sottolineato la mia serietà, sia a livello professionale sia come uomo. Poi a me interessa che mi apprezzino i giocatori. Ma lo davo per scontato perchè respiro quotidianamente l’aria dello spogliatoio”.

Thohir ha detto che si fida del suo lavoro. Come sta vivendo questa situazione?

“L’anomalia quest’anno è stato il cambio di proprietà a metà stagione. Di solito quando arriva una nuova proprietà, la prima cosa che cambia è l’allenatore. Invece con Thohir non è successo e sono contento che lui si fidi di me”.

I rigori non dati e la sfortuna non rischiano di essere percepiti come alibi dai giocatori?

“Non l’ha detto mai nessuno. Sono costretto a commentare perchè mi viene chiesto nelle interviste post partita. In ogni caso, ultimamente, ho chiesto ai giocatori di non pensarci. Noi dobbiamo fare gol indipendentemente da tutto”.

Bergomi ha detto che il suo atteggiamento trasmette ansia alla squadra…

“La mia storia dice l’esatto contrario. Ma non posso rispondere a tutti. Fatemi la prossima domanda, è meglio”.

E’ il momento più difficile della sua carriera?

“No, ne ho passati di molto peggiori. Quando sarà finita l’annata tireremo i bilanci su tutto. Adesso penso alla partita di domani contro il Bologna e sulla carta, nel campionato italiano, non esistono partite facili. Dobbiamo migliorare quello che abbiamo sbagliato e cercare di essere più concreti. Abbiamo sette partite e dovremo cercare di portare il più in alto possibile la squadra”.

Come può l’Inter prendere due gol come quelli contro Atalanta e Livorno?

“Se andiamo a vedere la prestazione è un discorso, poi ci sono gli episodi ed è normale fare degli errori in una partita. Purtroppo in questo momento stiamo pagando tutti gli sbagli che facciamo. Io devo lavorare sulle cose che posso controllare, poi nel calcio ci sono componenti illogiche”.

Se dovessi scegliere una qualità che vorresti vedere da qui alla fine della stagione, quale sarebbe?

“Le squadre importanti non devono mai sottovalutare le insidie. A Livorno sembrava una partita chiusa, invece abbiamo pareggiato. Non abbiamo visto il pericolo, è quello l’errore”.

Crede che sia giusto legare il suo futuro alla conquista dell’Europa?

“Io vado dritto per la mia strada e farò il possibile per portare questa squadra il più in alto possibile. In base a come finiremo la stagione sarà più facile programmare il futuro”.

Come si spiega gli alti e bassi della squadra?

“Io una crescita l’ho vista, poi le disattenzioni non sono controllabili. A livello di squadra non abbiamo subito molto nelle ultime partite. Stiamo raccogliendo dati per capire chi potrà fare parte dell’Inter dell’anno prossimo”.

Ha detto che alcuni giocatori non hanno ancora mentalità da campioni. Cosa serve per trasformarli in tali?

“Per stare ad alti livelli ci vuole una costanza di concentrazione incredibile. E’ sotto questo punto di vista che devono crescere molti ragazzi. Dobbiamo allenarci anche dal punto di vista mentale”.

A posteriori, rifarebbe gli stessi cambi a Livorno?

“Un allenatore professionista prepara prima i cambi, in base a determinate logiche. Il Livorno si era messo in un certo modo e noi ci siamo contrapposti in maniera perfetta, tornando al 3-5-2. Hernanes è stato sostituito perchè abbiamo giocato ogni 3-4 giorni ed era importante avere forze fresche”.

Come stanno Jonathan e Nagatomo?

“Jonathan credo stia bene, oggi si allenerà regolarmente. Nagatomo ho cercato di preservarlo lunedì e spero di averlo a disposizione”.

Quanto è importante la presenza di Thohir in questo weekend?

“E’ bene che i giocatori vedano un’unità di intenti. E’ quello che ho sempre cercato di trasmettere e la presenza della proprietà, come successo in passato, non può che essere un fattore positivo”.

Potrebbe esserci un’occasione dall’inizio per Kovacic?

“E’ uno dei dubbi che ho. Farò le mie valutazioni nell’ultimo allenamento. E’ normale che chi sta fuori sia scontento, ma purtroppo dobbiamo giocare in undici”.

Contro il Bologna si aspetta una partita simile alle ultime giocate in casa?

“Spero soprattutto che la squadra parta con il piede giusto. Nelle ultime partite casalinghe abbiamo creato tanto nel secondo tempo, concedendo pochissimo agli avversari. Prima o poi le cose gireranno a nostro favore”.

E’ contento del rendimento di Icardi?

“La squadra produce di più di quello che raccoglie e questo discorso vale anche per Icardi. Lui giocava nella Sampdoria e ora si trova la responsabilità di essere titolare nell’Inter. Deve abituarsi a reggere la pression di un club che deve vincere ogni partita. E’ giovane e se guardate il numero di giovani impiegati dalle prime 4-5 squadre in classifica…”.

La presenza di Kuzmanovic a Livorno era dovuta a esigenze di turnover o al cambio di modulo?

“Kuzmanovic e Cambiasso sono bravi a fare i metodisti sia nel 3-5-2 sia con il doppio mediano. Ho messo Hernanes e Kuzmanovic perchè era fresco e aveva le caratteristiche giuste per il match contro il Livorno. Nelle prossime ore valuterò l’undici migliore da schierare domani”.

 

 

 

 

 

 

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