Botta: "Inter? Non potevo crederci! Zanetti e Samuel mi hanno aiutato tanto. Di Kovacic mi ha colpito..."

Botta: “Inter? Non potevo crederci! Zanetti e Samuel mi hanno aiutato tanto. Di Kovacic mi ha colpito…”

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Ospite della puntata odierna di “InterNOS”, programma in onda tutti  mercoledì su Inter Channel, Ruben Botta si è raccontato ai microfoni di Roberto Monzani e Nagaja Beccalossi. Ecco le sue parole:Quando mi hanno detto che l’Inter mi cercava non potevo crederci e quando sono arrivato qui è stato tutto così veloce. Avevo parlato con l’Inter prima dell’infortunio. Non c’era ancora nessun accordo scritto, però la società ha mantenuto la parola in ogni caso. Per me è un onore e un piacere indossare la maglia dell’Inter. Da qui sono passati tanti giocatori importanti che hanno vinto tutto. Walter Samuel e Javier Zanetti sono stati i compagni che più mi hanno aiutato ad ambientarmi. Loro sono due grandi calciatori, ma sono delle grandissime persone anche fuori dal campo”.

Il fantasista argentino spiega anche il perchè della scelta del numero 20: “E’ un numero che mi piace e che non era occupato. Era il numero di Recoba? Sì lo so, si tratta di un giocatore dal quale posso solo imprarare. Così come posso imparare tutti i giorni da tutti i miei compagni sia un attaccante, un difensore o un centrocampista. Milito e Kovacic sono i giocatori che mi hanno più sorpreso quando li ho visti allenare insieme a me la prima volta”. Proprio a proposito del centrocampista croato, Botta spiega: “Mi ha impressionato la velocità con la quale salta il primo uomo, è rapidissimo, è così veloce nel farlo che è difficilissimo da marcare. Icardi e Palacio fanno tanto movimento, soprattutto Rodrigo mi piace molto perchè si muove bene in campo e sceglie sempre di fare la cosa giusta. Icardi ha il fisico giusto, salta tanto in alto e noi dobbiamo essere pronti a raccogliere i suoi palloni e a ribadirli in rete”.

Parlando poi del calcio italiano: “E’ molto tattico e dopo che fai un gol trovi molti giocatori di fronte a te pronti a difendere e così è difficile continuare a fare gioco. E’ un calcio che ti insegna a giocare e dopo puoi farlo in qualunque altro modo. Il mio ruolo? A me piace giocare sempre dietro a un attaccante, a sinistra o a destra è uguale. Ho giocato anche come centrocampista”, continua Ruben che parla poi del finale di stagione della sua squadra: “E’ chiaro che arrivare in Europa è l’obiettivo che abbiamo tutti, ma sappiamo che mancano delle partite difficili. Con il gruppo che abbiamo si può arrivare, ma dobbiamo fare meglio di quanto fatto nelle ultime partite”.

 

Fonte: inter.it

 

 

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