La rival Verona

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Prima il Torino, poi il Verona. Doppio scontro diretto nel giro di una settimana contro le rivali che non ti aspetti. Due successi che potrebbero spianare la strada verso il quarto (o il quinto, fa lo stesso) posto che permetterebbe di beneficiare dei fondi europei senza stravolgere la preparazione con le conseguenze nefaste di cui abbiamo avuto prova lo scorso anno.

Nel giro di una settimana abbiamo assistito a centottanta minuti di un’Inter molto simile a quella che abbiamo desiderato vedere per l’intera stagione. Si è vista la voglia, la determinazione, l’orgoglio di una squadra che, seguendo un percorso inverso a quelle delle sue avversarie (alle quali va aggiunto il meraviglioso Parma corsaro contro la seconda squadra di Milano, per cui Verona fu fatale e indicativa di quello che sarebbe stato il prosieguo della stagione), si è resa conto di aver finora fatto un percorso ben al di sotto delle sue potenzialità.

E’ vero che la rosa è stata costruita male, che l’organico ha dei buchi clamorosi, che l’allenatore ha faticato a dare un’identità alla squadra, che la querelle presidenziale probabilmente ha minato la concentrazione dell’ambiente, che la salute e le direzioni arbitrali sono state raramente dalla nostra parte. Ma è ancor più vero che l’Inter ha una dotazione di talento a livello delle prime della classe, più che sufficiente per competere per la qualificazione diretta all’Europa League. Se non di più.

La squadra di Mazzarri al completo può permettersi di tenere in panca il granitico Samuel per un ritrovato Ranocchia, un brillante Kovacic per le certezze Hernanes e Guarin, un’istituzione come Milito per un sempre decisivo Icardi o di far esordire dal primo minuto D’Ambrosio, che a Torino ha dimostrato di essere uno dei migliori esterni del campionato, in luogo dell’infortunato Nagatomo, mentre sull’altra fascia maramaldeggia un Jonathan da nazionale (qualsiasi essa sia) nelle vesti di assistman e goleador.

E’ bello battere le rivali. E’ uno spreco che esse siano Torino e Verona.

 

Giovanni Cassese

(Twitter: @vannicassese)

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