Inter-Torino 1-0, le pagelle

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Handanovic 6 – Partita senza troppi patemi, quella vissuta dal numero uno nerazzurro. Lo sloveno si limita ad osservare e a gustarsi, dopo tanto tempo, 180 minuti di imbattibilità. Prendendo in esame le ultime cinque partite, inoltre, sono soltanto due le reti subite dal portiere ex Udinese: un bel passo in avanti. SPETTATORE IN CAMPO.

Campagnaro 6 – Ostenta sicurezza, nonostante davanti ci sia una delle coppie offensive più pericolose del campionato. Dopo un inizio di torneo sorprendente ed un vistoso calo patito in seguito, la sua grinta servirà alla squadra di Mazzarri in questo rush finale. SOLIDO.

dal 75′ Andreolli 6 – Il rettangolo verde iniziava a sembrargli un miraggio. E, invece, no. Il buon gregario Marco sostituisce Campagnaro e si fa trovare pronto da Mazzarri in una delle sue rarissime apparizioni. PREPARATO.

Ranocchia 6,5 – Rientra nell’undici titolare dopo tanto tempo, approfittando delle assenze di Juan Jesus e Samuel e allontanando, con una sontuosa prova, le critiche piovutegli addosso in questi ultimi due anni. La strada per la completa redenzione è molto lunga, ma una gara senza sbavatura alcuna può essere considerata un buon inizio. RITROVATO.

Rolando 7 – E che ve lo diciamo a fare? Ancora una volta il migliore della retroguardia nerazzurra, il leader che non ti aspetti ad inizio anno. Continuità, tenacia e attenzione, ma questa non è più una novità. L’anticipo su Cerci, involatosi verso la porta a fine gara, è da applausi. CONFERMA.

Jonathan 5,5 – Lavoro di ordinaria amministrazione, svolto senza infamia e senza lode. Il brasiliano, dopo la buona prova di Roma, si esibisce in passaggi scontati senza provare mai a velocizzare l’azione offensiva. ORDINARIO.

Guarin 6 – Le solite “fiammate” miste a periodi di inattività. Da dieci e lode il cross che si conclude con la grande parata di Padelli sul colpo di testa chirurgico di Palacio. Si propone spesso, ma manca la continuità nell’arco dell’intera gara. PROPOSITIVO.

dal 69′ Kovacic 6 – Pochi minuti per brillare, ma il croato entra bene in partita. Nonostante il poco tempo a disposizione, i lampi di classe sono nitidi, come quando riesce ad eludere l’intervento dell’avversario diretto, a spezzare la difesa granata ed andare al tiro. Peccato per la conclusione debole. GENIO.

Cambiasso 6,5 – E’ sua la pennellata, dalla quale ha origine il gol che vale i tre punti. Generoso in fase difensiva e puntuale in quella offensiva. Quella di Kuzmanovic rappresenta ormai un’immagine sbiadita. ETERNO.

Hernanes 6,5 – Non parliamo di talismano nerazzurro, perchè i risultati non sono di certo addebitabili, o almeno non lo sono del tutto, al puro caso o a strambe coincidenze. Con lui in campo dal primo minuto, l’Inter ha sempre vinto e una ragione ci sarà: personalità da vendere e carisma tipico del fuoriclasse. INSOSTITUIBILE.

Nagatomo 6 – Il giapponese ci prova, ma non sempre ci riesce. Di spazio ne trova ben poco, visto che il Torino ripiega quasi sempre con tutti i suoi effettivi e l’Inter non tenta quasi mai di imprimere velocità all’azione. Così finisce, spesso, in un ingorgo, per mancanza di soluzioni e lentezza della manovra. VOLENTEROSO.

Icardi 6 – Non si mette in evidenza come nelle altre partite e perde l’occasione di dedicare un gol alla Wanda, presente in tribuna. Il suo apporto, comunque, rimane fondamentale: l’attaccante battaglia con i difensori granata, sgrava Palacio dei compiti tipici dell’ariete dell’area di rigore, attira su di sè le amorevoli attenzioni della retroguardia torinese. LOTTATORE.

dal 89′ Taider s.v. – Solo qualche minuto a servizio della squadra.

Palacio 7 – Il migliore in campo e non è la prima volta che ci ritroviamo a celebrarlo. Corre, dialoga con i compagni, si sacrifica per la squadra e dà qualità ad una squadra spesso priva di idee. La ciliegina sulla torta è il gol, trovato astutamente con un pallonetto di testa. TOP PLAYER.

Mazzarri 6 – La sufficienza è piena. Ciò che contava oggi erano i tre punti ed è arrivata una vittoria, paragonabile in un certo senso a quella ottenuta contro il Sassuolo. Il bel gioco (ammesso che arrivi) può aspettare. SUFFICIENTE.

Thohir 10 e lode –  Meritevole di lode il neo Presidente Erick Thohir. C’è chi aveva iniziato a supporre che il tycoon indonesiano emanasse un’aura negativa di proporzioni cosmiche, dopo i non esaltanti risultati ottenuti dalla squadra in sua presenza (derby a parte). Contro il Torino arriva, invece, una preziosissima vittoria e, così, Thohir può finalmente gioire e levarsi di dosso una scomoda etichetta. PERICOLO SCAMPATO.

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