106 anni di infinito amore. Tanti auguri F.C.Internazionale, eterna squadra mia!

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“Nascerà qui al ristorante ‘L’Orologio’, ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo”. Esattamente 106 anni fa nasceva l’Internazionale Football Club.

E’ passato tanto tempo da quella sera, quando stava per cominciare la storia di un club che è poi diventato qualcosa più di una semplice passione: un amore incondizionato per i colori del cielo e della notte; un’identità limpida, mantenuta con orgoglio nel corso del tempo; una famiglia con cui condividere gioie e dolori.

Dopo l’abbuffata di trofei dal 2005 al 2010, gli ultimi anni sono stati caratterizzati dall’instabilità di progetti abbandonati ancora prima di testarne l’efficacia, cambi di allenatori, giocatori e, in quest’ultimo anno in particolare, dirigenti. È arrivato Erick Thohir dopo più di 18 anni di gestione targata Massimo Moratti, che non ha avuto niente da invidiare a quella del grande “papà Angelo”.

L’Inter è ancora più internazionale, con un nuovo progetto comandato per la prima volta da un presidente straniero, che tra i primi obiettivi ha fissato l’espansione del marchio in tutto il mondo, in modo da allargare ancor di più la famiglia nerazzurra e diventare veramente “fratelli del mondo”.

Nella prima partita casalinga della sua gestione, il tycoon indonesiano ha invitato a San Siro tutti i giocatori che avevano vestito almeno una volta la maglia della Beneamata. Perché chi entra a far parte di questo grande club, “fenomeno” o “gregario” che sia, vede il suo sangue tingersi di nerazzurro.

Lo sa bene gente come Facchetti, Baresi, Oriali, Zanetti e Cordoba, solo per citare alcuni nomi; interisti veri, che sono entrati in simbiosi con il mondo nerazzurro e hanno dedicato la propria vita all’Inter, non facendo mai mancare il proprio apporto, dentro e fuori dal campo, nei momenti belli e nei momenti meno belli.

“Ci sono giorni in cui essere interista è facile, altri in cui è doveroso e giorni in cui esserlo è un onore”, diceva il Cipe. Ed è per questo che il popolo nerazzurro non smetterà mai di supportare, soffrire e amare il proprio club, nelle vittorie come nelle sconfitte.

Ora e negli anni che verranno, “infinito amore, ETERNA SQUADRA MIA!

 

Simone Calice

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