Andreolli: "Conoscere Facchetti è stata una fortuna. Ho avuto tanti modelli, ma..."

Andreolli: “Conoscere Facchetti è stata una fortuna. Ho avuto tanti modelli, ma…”

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A volte ritornano. Dopo sette anni dalla sua prima esperienza in nerazzurro (2004-2007), nella quale ha conquistato due Scudetti, una Coppa Italia, e una Supercoppa italiana, Marco Andreolli nell’ultimo mercato estivo ha fatto rientro alla base, nella squadra che definisce “un grande amore”.

Intervistato ai microfoni di Inter Channel, durante la puntata di “InterNOS”, è lo stesso difensore nerazzurro a sottolineare l’affetto reciproco che c’è tra lui e tutto il mondo Inter, nonostante i tanti anni passati lontano da Milano: Da quando sono tornato all’Inter mi hanno fatto sentire subito il loro affetto, ma non solo i tifosi, tutti. I dottori, i magazzinieri, i fisioterapisti e voi di Inter Channel. Da quando sono andato via a oggi sono passati otto anni, anni che nella crescita di un ragazzo sono tanti”.

Nella sua prima esperienza all’Inter Andreolli ha avuto la fortuna di allenarsi ad Appiano con alcuni difensori che hanno scritto la storia recente nerazzurra: Di modelli ne ho avuti tanti, è chiaro che poi uno deve prendere degli spunti, ma non bisogna mai copiare ed sempre essere se stessi. Quando sono arrivato io qui la prima volta c’erano Materazzi, Cordoba, Samuel, quindi di buoni esempi ne ho avuti”.

Buoni esempi, come quello che era per l’Inter e per il calcio italiano Giacinto Facchetti: “Purtroppo è stato un rapporto breve perchè ho avuto il piacere e la fortuna di conoscerlo solo per poco, ma il suo ricordo è sempre grande perchè una persona come lui era difficile da trovare nel mondo del calcio. Aveva valori importanti, anche se era uno che come me forse parlava poco rispetto agli altri, ma quando parlava diceva sempre le cose più giuste”.

In chiusura, dopo aver definito Cristiano Ronaldo “il giocatore più completo al mondo”, Andreolli svela cosa gli sarebbe piaciuto fare se non fosse riuscito a diventare un giocatore: “Avevo iniziato a studiare per diventare architetto. Probabilmente avrei continuato”.

 

 

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