Brehme: "In nerazzurro 4 anni fantastici. Moratti è stato un grande presidente. Thohir può fare bene, ma..."

Brehme: “In nerazzurro 4 anni fantastici. Moratti è stato un grande presidente. Thohir può fare bene, ma…”

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Attraverso l’account ufficiale dell’Inter, Andreas Brehme ha risposto alle curiosità dei tifosi nerazzurri, che su Twitter hanno rivolto parecchie domande all’ex campione tedesco sfruttando l’hashtag #askBrehme. Il terzino sinistro dello Scudetto dei record, non ha perso occasione per parlare della sua esperienza interista tra il 1988 e il 1992, periodo in cui ha raccolto 154 presenze, portando in bacheca una Coppa UEFA, una Supercoppa italiana e quell’indelebile tricolore che ha fatto la storia del calcio.

La ‘chiacchierata’ inizia con il racconto dei ricordi più emozionanti vissuti all’ombra della Madonnina: “Sono stati quattro anni fantastici, ma i momenti più belli, ovviamente, sono stati lo Scudetto del 1989 e la Coppa Uefa del 1991 vinta contro la Roma. Ricordo ancora con emozione il discorso di Trapattoni nell’intervallo della sfida decisiva con il Napoli e poi la rimonta contro l’Aston Villa in Coppa. Riuscimmo a batterli 3-0 dopo aver perso 2-0 all’andata, il tutto anche grazie al sostegno dei nostri fantastici tifosi. L’avversario più forte contro cui ho giocato è sicuramente Ruud Gullit anche se mi scontravo spesso con Roberto Donadoni, mentre il mio compagno più forte è stato sicuramente Riccardo Ferri con cui mi sento ancora. Lo stesso vale per Mandorlini e Bergomi”.

Prosegue poi parlando del recente passaggio di proprietà tra Thohir e Moratti: “Massimo è stato un grande presidente, ma sono sicuro che anche Thohir farà molto bene, anche se dovrà cambiare molto e questo processo richiederà tempo. Per chi tifavo nella finale Champions 2010? Avevo previsto una vittoria dell’Inter. E’ stato difficile per me, ma i miei figli hanno festeggiato per l’Inter”.

Successivamente l’attenzione si sposta sulla scuola calcio tedesca, diventata sempre di più fucina di grandissimi talenti: “Il segreto è la pianificazione, il far crescere i giocatori mandandoli in prestito come avvenuto con Toni Kroos al Bayer Leverkusen. Ad esempio Kovacic ha grandi potenzialità, ma deve dimostrarlo sul campo. Se porterei giovani tedeschi? Fossi in Mazzarri ne richiederei sicuramente qualcuno, ma i nerazzurri hanno bisogno anche d’italiani. A me personalmente piace molto Mario Gotze, anche se mi rivedo molto in Alaba”.

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