Statistiche e precedenti condannano l'Inter: il terzo posto resta un miraggio

Statistiche e precedenti condannano l’Inter: il terzo posto resta un miraggio

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La quiete dopo la tempesta: il sole è tornato a far capolino tra le nuvole, mentre l’odore di terra bagnata comincia a diffondersi lentamente nell’aria e le strade diventano luogo di festa per le folle. Un’atmosfera che ricorda quella descritta nell’omonima poesia di Leopardi ed una sensazione che pervade gli animi dei tifosi interisti, dopo aver vissuto un periodo tutt’altro che felice.

Le vittorie contro Sassuolo e Fiorentina non cancellano le tribolazioni degli ultimi mesi, ma permettono alla squadra di Mazzarri e a tutto l’ambiente di riacquistare quella fiducia che sembrava ormai perduta. L’obiettivo stagionale rimane quello di ritagliarsi un posto in Europa, in quella meno nobile, ma c’è chi ancora crede nel terzo posto, una chimera lontana ben undici punti.

Siamo arrivati alla ventiquattresima giornata di Serie A e il Napoli occupa attualmente il gradino più basso del podio, seguito a ruota dalla Fiorentina di Vincenzo Montella. A cinque punti dai viola c’è l’Inter che, a differenza delle due squadre che la precedono, non dovrà dividersi tra gli impegni di campionato e le fatiche di coppa.

Lo scorso anno fu il Milan ad aggiudicarsi l’ambito premio, qualificandosi inaspettatamente in Champions League. Di questi tempi, i rossoneri erano quinti, a quota 41 (due punti in più dell’Inter targata Mazzarri ndr) e distanti tre lunghezze dal terzo posto difeso dalla Lazio. La squadra di Allegri, approfittando del tracollo dei biancocelesti e dei nerazzurri, ebbe la meglio sulla Fiorentina in uno scontro all’ultimo sangue che durò fino all’ultima giornata.

Al termine delle due stagioni precedenti, invece, Guidolin riuscì nella sorprendente impresa di portare la sua Udinese nella cerchia dei club più prestigiosi del Vecchio Continente. L’avventura dei friulani, però, si fermò in entrambi i casi ai preliminari: a infrangere i sogni di Di Natale e compagni furono prima i Gunners di Wenger e, poi, il più modesto Sporting Braga. Nella stagione 2010/2011, alla ventiquattresima giornata, l’Udinese era quinta in classifica, aveva racimolato 40 punti ed era a -4 dal terzo posto, occupato dall’Inter di Leonardo (con una partita da recuperare ndr); nella stagione 2011/2012, invece, i bianconeri condividevano il terzo piazzamento con la Lazio, a quota 42.

Il finale dell’annata 2009/2010 è  ben impresso nelle nostre menti: a Siena l’Inter conquisterà il suo diciottesimo tricolore, dopo aver già messo le mani sulla Coppa Italia e prima di alzare al cielo di Madrid la mitica Coppa dalle grandi orecchie. Ai tempi, era ancora concesso alle squadre italiane il privilegio di poter contare  sul quarto piazzamento per accedere ai preliminari di Champions. Furono Milan e Sampdoria a conseguire la medaglia di bronzo e quella di legno. Alla quinta giornata del girone di ritorno, la classifica recitava così: Inter (54) – Roma (47) – Milan (45) – Sampdoria (39). I blucerchiati precedevano, a loro volta, Napoli, Juventus e Palermo.

Prendiamo in esame, infine, la stagione 2008/2009: la graduatoria della ventiquattresima giornata rispecchia, ancora una volta, quella finale. Milan (45) e Fiorentina (42), manterranno fino alla fine, rispettivamente, la terza e la quarta posizione.

Considerando l’ultimo quinquennio e calcolando la media aritmetica relativa al punteggio totalizzato dalle squadre che occupavano la terza posizione arrivati alla quinta giornata di ritorno, il risultato ottenuto è di 42,6. In questo senso, l’Inter sarebbe in ritardo di 3/4 lunghezze nel percorso che porta verso l’Europa dei grandi.

Non è possibile commettere altri errori o concedersi nuovi stop, nella speranza che le nuvole si diradino definitivamente e il cielo sereno diventi una condizione meteorologica permanente.

 

 

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