Zanetti: "Amo l'Inter ogni giorno di più. Mi ha dato tutto, è un club incredibile. Il mio futuro..."

Zanetti: “Amo l’Inter ogni giorno di più. Mi ha dato tutto, è un club incredibile. Il mio futuro…”

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In un’intervista esclusiva concessa ai microfoni del sito ufficiale Fifa, Javier Zanetti ha raccontato i suoi quasi 19 anni di Inter: “Ormai mi sento in parte italiano – confessa il capitano –. Dopo tutto questo tempo nella stessa città e nella stessa squadra è normale identificarsi con tutto. Il club si è preso cura di me in un modo fantastico sin dall’inizio e mi ha sempre fatto sentire come a casa. Non ho dimenticato le mie radici ma, dopo così tanti anni qui, una parte di me è diventata italiana”.

A proposito della grande colonia di calciatori argentini che hanno condiviso con lui l’avventura in nerazzurro, Pupi spiega: Mi sono fatto un sacco di amici provenienti da tutto il mondo e gli argentini non sono gli unici. Ad esempio, Ivan Zamorano è cileno ed è padrino di mia figlia. Cordoba è colombiano ed è padrino del mio figlio più piccolo, mentre un buon amico italiano è il padrino del mio figlio maggiore”.

Si torna poi sul trasferimento dal Banfield all’Inter, nel lontano 1995: “E’ stata una sfida importante per me. Avevo 21 anni e dovevo imparare e scoprire ancora molto. Arrivare in una città come Milano, da giovane, era una sfida enorme. Le esperienze avute mi hanno aiutato a crescere e maturare, sia in termini calcistici sia nella vita privata. L’Inter mi è sempre stata vicina con un aiuto consistente. Con il senno di poi posso dire che è stata sicuramente la scelta giusta. Sono passati quasi 20 anni e sono ancora orgoglioso di appartenere a questo fantastico club, che mi ha dato tutto. Il mio sentimento d’amore nei confronti di questo club incredibile è onesto e vale anche per la famiglia Moratti e per i tifosi. E’ stato un amore a prima vista, cresciuto poi nel tempo, gorno dopo giorno”.

A chi gli chiede se il segreto del suo successo sia la disciplina, El Tractor risponde così: “E’ solo il mio modo di fare le cose, fa parte della mia cultura e del mio ateggiamento. Ho vissuto e lavorato seguendo questi principi fin da quando ho deciso di essere un calciatore professionista. Il ritorno in campo con il Livorno? E’ stato unico, il mio cuore batteva forte e ho avuto la pelle d’oca dopo l’ovazione dei tifosi. Gli interisti mi hanno fatto un regalo meraviglioso e sarà per sempre grato a loro. Quando mi sono infortunato il mio unico desiderio era quello di tornare a giocare almeno una partita davanti ai nostri tifosi nel mio stadio. E’ stato possibile grazie al duro lavoro svolto e al fantastico sostegno ricevuto”.

In chiusura si parla di futuro: “Mi sento ancora giovane, è una cosa che ognuno di noi sente dentro di sè. Indipendentemente dall’età conta come si affronta ogni cosa. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo mi piacerebbe rimanere all’interno di questa meravigliosa famiglia. Vorrei restare per sempre, cercando di essere utile al club”.

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