Cambiasso: "La vittoria nel derby ci ha dato tranquillità. Palacio non mi sorprende, Icardi deve..."

Cambiasso: “La vittoria nel derby ci ha dato tranquillità. Palacio non mi sorprende, Icardi deve…”

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Nell’ultimo giorno del 2013 Esteban Cambiasso ha concesso una lunghissima intervista ai microfoni del quotidiano argentino Olè, in cui ha parlato anche di Inter. Ecco le sue parole:

Dopo il gol di tacco al Milan tutti parlano di Palacio…

“Non mi sorprende. Tutti sanno cosa può dare Rodrigo, anche se la sua scelta di venire tardi in Europa ha posticipato la sua esplosione. Sono felice che sia arrivato in un grande club come l’Inter e spero che possa coronare tutto quello che sta facendo con un titolo”.

Che vacanze sono state dopo aver vinto il derby?

“La vittoria contro il Milan ci ha dato tranquillità, perchè eravamo in una situazione difficile dopo aver iniziato bene il campionato. Abbiamo frenato per colpa di troppi pareggi e poi è arrivata la sconfitta contro il Napoli. Il successo nel derby ci ha dato felicità, perchè se avessimo perso sarebbe stato tutto diverso”.

Dopo tanti anni di successi, com’è l’Inter di oggi?

“E’ cambiata. Abbiamo raggiunto il punto più alto nel 2010, una vetta che si sognava da tanti anni, da molto prima che arrivassimo noi. Adesso c’è in atto un processo di ricostruzione. Se ne sono andati la maggior parte dei giocatori con cui abbiamo vinto 15 titoli negli ultimi 6-7 anni. Adesso sono arrivati molti elementi nuovi che hanno potenziale, ma è normale che serva pazienza. Il problema è che all’Inter spesso non c’è molto tempo a disposizione perchè essendo un grande club la gente si aspetta sempre molto”.

Cosa è cambiato con Thohir?

“Siamo in una fase di cambiamenti. E questo vale anche per la proprietà, visto che Moratti ha ceduto la quota di maggioranza del club”.

Dall’esterno si ha la sensazione che all’Inter gli argentini siano sempre i benvenuti

“La storia ci lega. E’ difficile trovare argentini che vivono in Italia e non siano nerazzurri. Dai primi giorni di gloria di quella che viene chiamata la Grande Inter, che ha vinto la Champions ’64 e ’65 con Helenio Herrera come allenatore, si è creato un forte legame con gli argentini. Sono arrivati tanti giocatori e Pupi (Javier Zanetti, ndr) è l’emblema di questo legame che resterà inciso nella storia del club. E a volte, quando sei al di fuori, questa situazione apre le porte ad altri giocatori della stessa nazionalità”.

Quali sono gli obiettivi per la seconda metà di stagione?

“Penso che la Juventus stia mantenendo un ritmo altissimo, va molto molto forte. La Roma sta avendo un passo migliore rispetto alle ultime stagioni e non è facile stargli dietro. Penso che l’obiettivo sia quello di tornare in Europa, visto che l’Inter non mancava la qualificazione alle coppe europee da 14 anni. Poi ovviamente c’è anche la Coppa Italia, dove partiamo tutti alla pari”.

A giugno scadrà il tuo contratto con l’Inter. Riesci a immaginarti in un altro club?

“Io dico che arriva un momento nella carriera di ogni calciatore in cui bisogna ragionare giorno per giorno piuttosto che progettare il futuro. Sono felice che alla fine di questa stagione saranno dieci anni di Inter, dove ho ottenuto molte più soddisfazioni di quelle che avrei immaginato. Se avessi dovuto scrivere una storia con un club della grandezza dell’Inter non so se sarebbe uscita così perfetta. Non è facile pensare al futuro, così come non è facile vedermi fuori dall’Inter. Ma questo è il calcio e non si sa mai”.

E’ impossibile non parlare dell’esposizione mediatica di Icardi…

“L’aspetto extracalcistico va analizzato in altre sedi. Mauro è un giocatore giovane con grande potenziale e penso che se si concentra su quello che sta migliorando giorno dopo giorno possa diventare uno dei più grandi attaccanti del calcio europeo”.

Quanto è cambiato il calcio italiano da quando sei arrivato tu a oggi?

“Gli altri campionati sono cresciuti e il nostro si è fermato. E’ difficile fare grandi acquisti e la crisi che esiste in Europa è più marcata in Italia e in Spagna, tranne che per Barcellona e Real Madrid che rappresentano un caso a parte perchè hanno marchi molto forti nel mondo e riescono sempre ad avere ricavi importanti. Il calcio tedesco e inglese sono cresciuti molto e hanno guadagnato terreno rispetto a Serie A e Liga”.

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