Miglior attacco solo nei numeri: l'Inter ha bisogno di una prima punta da affiancare a Palacio

Miglior attacco solo nei numeri: l’Inter ha bisogno di una prima punta da affiancare a Palacio

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Nonostante alla voce “gol fatti” l’Inter di Mazzarri continui a mantenere il primato assoluto della Serie A, la sensazione comunue è che nello scacchiere nerazzurro manchi un uomo d’area di rigore, capace di finalizzare al meglio il lavoro svolto dal resto della squadra. Le aspettative dei tifosi interisti sulle metodologie e l’idea di calcio del tecnico toscano si basavano su quello che di buono era stato fatto, soprattutto in termini di incisività, durante il ciclo ai piedi del Vesuvio, quando WM riuscì nell’impresa di riportare ai fasti dei tempi migliori – dopo parecchi anni di anonimato – una piazza sportivamente calda come quella di Napoli.

Un’esperienza davvero importante per tutte le parti in questione e che ha portato convinzioni molto radicate su quale sia la strada giusta da percorrere per poter competere in un calcio di alto livello. In un impianto di gioco e di uomini studiato nei minimi dettagli è determinante la figura di un attaccante che riesca a esaltare i punti di forza della squadra, spostando costantemente gli equilibri di una partita, come succedeva spesso a Napoli con Edinson Cavan, sempre più maturo e concreto dopo i primi passi mossi in Italia con la maglia del Palermo.

Questo era il marchio di fabbrica di Mazzarri che, però, non è ancora riuscito – per svariati motivi – a riproporre lo stesso sistema in nerazzurro. Gli infortuni di Milito e Icardi, così come la scarsa fiducia nelle qualità di Belfodil, hanno finito per trasformare Rodrigo Palacio nell’unico catalizzatore della manovra offensiva. Grazie alla sua intelligenza tattica e alla sua capacità di svariare su tutto il fronte d’attacco, il Trenza ha trascinato a lungo la squadra, riuscendo a creare spazi e occasioni da gol per i suoi compagni (esterni e centrocampisti). Tuttavia, pensare che tutto il lavoro del reparto avanzato possa pesare costantemente sulle spalle del 31enne di Bahia Blanca è pura utopia. Non a caso, quando l’ex Genoa non ha brillato è stata tutta l’Inter ad andare in difficoltà.

Per questo, con il pieno recupero delle due prime punte argentine, l’obbligo sarà quello di rivedere gli assetti tattici della squadra, plasmandoli su quella che deve essere l’idea di calcio di un club prestigioso come l’Inter; per disputare una seconda parte di stagione da protagonisti e, soprattutto, per chiudere il campionato senza rimpianti.

 

 

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