Thohir: “Non sono Abramovich, dobbiamo cambiare il modello di riferimento. I tifosi hanno il diritto di sognare, ma…”

Erick Thohir CdA
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

Torna a parlare Erick Thohir e lo fa dalle pagine del magazine GQ: “Nella prima settimana in Italia non mi sono mai fermato – spiega il tycoon indonesiano –. Metto sempre tanta passione in ciò che faccio e questo mi permette di non sentire la fatica. Sono sicuro che brand e storia dell’Inter possano rendere molto. Dobbiamo cambiare il modello di riferimento per la gestione e ispirarci a quello americano, dove si sfrutta lo sport in maniera globale. I margini per aumentare i ricavi ci sono”.

“Nel calcio ci sono due modi di agire – ammette –. Se sei come Abramovich, scegli un club con un brand non ancora al top e lo lanci con fiumi di denaro. Se sei un manager come me, prendi una società gloriosa e già famosa nel mondo, che deve sistemare i conti. L’Inter è la squadra che segivo da ragazzo sono emozionato. Moratti? Gli ho detto che è insostituibile”.

Il presidente analizza poi il momento che sta vivendo la squadra: “Delusione dopo tre pareggi consecutivi? I tifosi hanno il diritto di sognare, non c’è niente di male nel voler vincere. La proprietà, però, ha diritto di esser proprietà e quindi ci vuole pazienza. Chi mi ha convinto ad investire? La Pirelli. Stanno costruendo una fabbrica a Giacarta e mi hanno detto di questa opportunità”.