Mercato, sponsor e tanti altri vincoli. Ecco perché Moratti conterà più del 30%

Thohir Moratti Soetedjo Roeslani
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport riporta un interessante retroscena sulla trattativa imbastita da Thohir e Moratti per la cessione dell’Inter e sul peso effettivo che ormai l’ex presidente nerazzurro avrà nelle future decisioni societarie.

Una trattativa difficile, un gioco complicato di pesi e contrappesi che, alla fine dei conti, regala a Moratti un peso specifico nell’organigramma societario di gran lunga superiore a quel 29,5% che lo relega a socio di minoranza.

Con l’accordo stipulato tra Thohir e Moratti finisce la gestione patriarcale in casa Inter ed inizia quella duale: la International Sports Capital e lo stesso ex patron nerzzurro dall’altra. Moratti infatti  è riuscito a conservare una serie di diritti di veto per le operazioni che comportano mutamenti non secondari, a ogni livello, della vita nerazzurra.

Afferma La Gazzetta dello Sport”: “Serve il 90% dei consensi – quindi l’avallo dei Moratti – per deliberare aumenti di capitale, cessione di beni della società o trasferimenti di rami d’azienda, cambio di denominazione o di sede sociale. Stesso quorum, che tra due anni scenderà all’82%, è necessario per dare il via a emissioni di obbligazioni o altri strumenti finanziari, a fusioni, scissioni o trasformazioni che coinvolgono la società. Ma le novità più succose dello statuto sono contemplate all’articolo 10, relativo all’amministrazione, e in particolare al comma 5, che mette i paletti al cda. Le deliberazioni, di norma, vengono assunte a maggioranza semplice.  Tuttavia serve il sì di sette membri su otto, quindi anche dei morattiani, su alcune questioni-chiave. Innanzitutto, il calciomercato: per operazioni di qualsiasi tipo (acquisti definitivi, comproprietà o prestiti ma anche, in teoria, rescissioni) che comportano per l’Inter un esborso superiore a 20 milioni di euro gli indonesiani non possono decidere in autonomia; come pure per contratti con calciatori, allenatori o altro personale che prevedono un ingaggio di oltre 10 milioni lordi. Vale lo stesso nel caso di «qualsiasi decisione significativa» relativa al progetto di costruzione di un nuovo stadio e a Inter Campus”.

E non è finita ancora: Moratti potrà porre il veto sulla cessione del club per i prossimi tre anni, con gli indonesiani che non potranno dunque scendere sotto il 70%. Disimpegno? No, grazie…