ANALISI TATTICA Inter Livorno 2-0, luci e ombre del match di San Siro

Inter-Livorno 2-0, la lavagna tattica


analisi tattica Inter LivornoSeconda vittoria consecutiva (con otto reti all’attivo e zero subite) per l’Inter, che si congeda da Moratti e riabbraccia capitan Zanetti. Una gara scialba, per nulla avvincente che vede nelle suggestioni simboliche legate a due miti del recente passato gli unici sussulti emotivi. Mazzarri deve rinunciare a Juan Jesus (fermato dal giudice sportivo, ndr), Milito e Icardi (fermi ai box) e Campagnaro (sulle cui condizioni sembra veleggiare un alone di mistero). La formazione che ne viene fuori è una copia di quella vista ad Udine con Samuel che sostituisce Juan sul centrosinistra di una difesa governata da Rolando. Nicola risponde con un modulo speculare e con un undici d’emergenza per via delle tante defezioni. Il biondo tecnico amaranto presenta Ceccherini, Emerson e Valentini in difesa; Mbaye e Gemiti esterni, con Luci play basso, Schiattarella interno destro e Duncan come mezzo sinistro; Siligardi ad ispirare il bomber brasiliano Paulinho.

L’ANALISI TATTICA

COSA HA FUNZIONATO – Ottima la compattezza dimostrata da una retroguardia che, nonostante le scarse sollecitazioni, si è dimostrata sempre concentrata e sul pezzo. Rolando sembra attraversare un ottimo periodo di forma, denotando un apprezzabile senso della posizione, una discreta qualità nell’impostazione ed un buon bagaglio tecnico individuale. Ai suoi lati si sono disimpegnati egregiamente sia Ranocchia, valido nell’uno contro uno e nell’anticipo, sia Samuel, arcigno e tignoso come sempre. Ottime conferme anche dagli esterni con Jonathan e Nagatomo decisivi sia nello sbarrare le corsie laterali in fase difensiva, sia a sfondare in fase di possesso. Tra i migliori, ancora una volta, anche Cambiasso che, facilitato dai ritmi blandi, ha gestito con esperienza e tranquillità la manovra e ha alzato una diga importante davanti alla propria difesa troncando sul nascere anche ogni parvenza di contropiede avversario. Da standing ovation, poi, il ritorno in campo di capitan Zanetti: quarant’anni sul campo e non sentirli.

COSA NON HA FUNZIONATO – Miglior attacco di tutta la Serie A per l’Inter che, però, contro un Livorno abbottonato e organizzato ha faticato non poco a trovare la via della rete. La squadra toscana, infatti, optando per un atteggiamento attendista, che prevedeva tutti gli effettivi sotto la linea della palla, è riuscita a non concedere il gioco verticale ai nerazzurri, che hanno stentato a dare profondità alla manovra. Ne è conseguito che il giro palla interista fosse troppo orizzontale, farraginoso e sotto ritmo. Gli uomini di Mazzarri avrebbero dovuto attuare una trasmissione di palla più rapida e maggiormente ariosa, coinvolgendo con i tempi giusti gli esterni di centrocampo. Anche gli elementi di maggiori classe ed inventiva o di maggior prestanza fisica, come Alvarez e Guarin, avrebbero dovuto cercare di dare il giusto strappo al giro palla ed alla partita stessa. Nella seconda frazione di gara, poi, in situazione di vantaggio, l’Inter ha abbassato notevolmente il baricentro, perdendo le distanze con la palla e con l’avversario. In situazioni di vantaggio e contro avversari di caratura inferiore sarebbe più opportuno accorciare in avanti e fare più possesso di palla tattico piuttosto che arretrare, per cercare di ripartire o di iniziare una transizione attiva.

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