Guarin discontinuo: tra alti e bassi, il colombiano è ancora un enigma

Tra alti e bassi, Guarin ancora lontano dal trovare la giusta continuità


Guarin discontinuo Torino-InterNella partita esterna contro il Torino aveva segnato un gol in rovesciata e lanciato presagi di un talento che finalmente cominciava a esprimersi; una buona conferma nella successiva vittoria sul Verona, poi una ricaduta, purtroppo, nel baratro dell’incostanza e dell’insufficienza.

Se da un lato sono tante le note positive emerse dalla trasferta di Bergamo contro l’Atalanta, da un ottimo Rolando che sembra poter offrire garanzie come vice Campagnaro ad un solido Samuel tornato a pieno regime, passando per la costante crescita di un Alvarez sempre più decisivo, Mazzarri deve tuttavia far fronte ad una nuova brutta prestazione di Fredy Guarin.

Al di là del risultato (terzo pareggio consecutivo in trasferta), il numero 13 nerazzurro rappresenta senz’altro la nota più stonata della serata: tantissimi passaggi sbagliati negli ultimi 30 metri e la solita voglia di decidere le partite da solo con conclusioni dalla distanza che sempre più spesso non trovano la porta.

Come di frequente gli succede, il centrocampista colombiano si è intestardito in azioni personali e si è fidato troppo del suo piede destro, certo molto potente, ma nella maggior parte dei casi impreciso e frettoloso, a tratti quasi inguardabile. Alcune statistiche lo inseriscono fra i primi giocatori della Serie A per quanto riguarda il numero dei tiri scagliati verso la porta avversaria, ma un solo gol in dieci giornate testimonia un’inconsistente percentuale di realizzazione e poca lucidità sotto porta.

Se ad inizio stagione vigeva la scusante di una forma fisica non ancora idonea per le sue caratteristiche esplosive, ora il Guaro è necessariamente chiamato a dimostrare le sue vere potenzialità. Mazzarri continua a lavorare su di lui e soprattutto sulla sua continuità perché lo ritiene un top player, ma per ora i risultati ottenuti e la totale fiducia concessogli non sembrano ancora premiare.

 

Antonio Simone

 

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