Zanetti: “Sarò per sempre grato a Moratti. L’Inter è diversa da tutte le altre squadre”

Javier Zanetti Malta intervista
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Javier Zanetti Malta intervista“Giocare da uomo” non è soltanto il titolo della sua nuova autobiografia, ma un “modus operandi” ispirato agli ideali di lealtà e umiltà inseguiti per tutto l’arco della propria carriera. Javier Zanetti incarna più di ogni altro i valori che, in una dimensione parallela, dovrebbero essere intrinseci al mondo dello sport e costituisce un chiaro esempio di come non farsi schiacciare dal peso di fama e ricchezza.

Il capitano nerazzurro ha risposto ad alcune domande dei giornalisti presenti in occasione della presentazione del suo nuovo libro, scritto grazie alla preziosa collaborazione di Gianni Riotta:

Come valuta il passaggio della sua Inter nelle mani di Thohir?

“Il nostro Presidente ha agito per il bene dell’Inter, pensando alla costruzione di una squadra ancora più grande. Moratti ha visto in queste persone le qualità giuste per far crescere la società”.

Qualche parola indirizzata a Moratti?

C’è un rapporto che va oltre quello che, usualmente, sussiste tra Presidente e giocatore. Non smetterò mai di ringraziarlo, perchè lui ha creduto in me quando ero ancora uno sconosciuto”.

Come valuta l’andamento di questa nuova Inter?

“Stiamo facendo bene. Con il mister abbiamo lavorato tanto e i miei compagni provano sempre a portare a casa i tre punti. Speriamo di poter vincere qualcosa…”

Perchè l’Inter è così speciale?

“Siamo differenti da tutti gli altri: la fede e l’amore per l’Inter sono la fonte di questa diversità”.

Cosa succederà dopo aver appeso gli scarpini al chiodo?

“Spero che il legame con la società continui ancora. Ora, però, il mio pensiero è rivolto al campo visto che il tendine sta rispondendo bene e dovrebbe mancare poco”.

E’ vero che si è allenato anche il giorno del matrimonio?

“Si è così, dopo le foto sono ritornato ad allenarmi. Ora ho tre bambini meravigliosi e uno di loro impazzisce quando vede un pallone. Magari seguirà la mia strada…”

Cosa ricorda della semifinale contro il Barcellona?

“E’ stata una partita infinita contro una squadra incredibile, nella quale gioca il calciatore più forte del mondo, ovvero il mio amico Messi. Il fischio dell’arbitro è stata una vera e propria liberazione”.

Quali sensazioni ha provato dopo la vittoria della Champions League?

“A due minuti dalla fine ho guardato Samuel, piangevamo entrambi e ho pensato che, a quel punto, avrebbero potuto segnare massimo una rete. Alla Coppa ho detto che l’ho inseguita per tanto tempo prima di farla mia”.

Zanetti capitano della Pazza Inter, perchè?

Forse anche io sono un po’ pazzo e sono onorato e orgoglioso di essere il capitano di un così grande club”.

Cosa è Cordoba per lei?

“Un fratello e mi dispiace che sia stato male. Vogliamo che torni con noi al più presto”.

Vuole mandare un messaggio a chi leggerà il suo libro?

“E’ il racconto della mia vita e, soprattutto, di un sogno diventato realtà. Il mio messaggio è quello di non rinunciare mai a sognare e di essere sempre leali”.