ESCLUSIVO – Cauet: “Cambia la proprietà, ma l’Inter rimane. Lo scudetto del ’98…”

Intervista Cauet
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ESCLUSIVO CauetProtagonista dell’Inter di Massimo Moratti tra il 1997 e il 2001, Benoit Cauet è adesso l’allenatore degli Allievi Nazionali nerazzurri. L’ex centrocampista classe 1969, dopo la rotonda vittoria per 4-0 ottenuta dai suoi ragazzi ai danni della Reggiana, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di SpazioInter.it in cui ha raccontato i suoi ricordi da giocatore ed espresso il suo parere sulla nuova proprietà.

Nel 1998 è stato uno dei protagonisti di una strepitosa vittoria in Coppa UEFA, primo trofeo dell’era Moratti. Che ricordi ha di quella stagione?

“È stata una gioia incredibile vincere quel trofeo, ma rimane il rammarico per non aver vinto anche lo scudetto nella stessa stagione. Devo ammettere che brucia ancora, è una macchia pesantissima. Disputammo una Coppa UEFA straordinaria sotto tutti i punti di vista, ribaltando situazioni in cui eravamo messi male e vinto una finale fantastica contro la Lazio a Parigi. Fu molto importante perché si trattava del primo trofeo dell’era Moratti, una gioia pazzesca”.

Si trattava sicuramente di una squadra con grandi qualità…

“Avevamo un gruppo straordinario, con giocatori importanti e, soprattutto, con noi c’era il più forte di tutti, ovvero Ronaldo. Il merito di quella stagione va dato anche a Gigi Simoni, un tecnico preparato ma, purtroppo, anche un po’ sfortunato. Non è riuscito a vincere tutto quello che avrebbe meritato”. 

Cosa può cambiare con la nuova proprietà?

“Sinceramente non saprei, arriverà una proprietà nuova con gente diversa. Mi auguro che si continui a lavorare sul settore giovanile in questo modo. Negli ultimi 12 anni abbiamo raggiunto 23 finali, tanti giocatori di Serie A ma anche in giro per l’Europa sono usciti dal nostro gruppo. Qui si può lavorare con la giusta tranquillità grazie all’aiuto di tutti”.

Quali sono le sue sensazioni sapendo che l’Inter non sarà più solo nelle mani di Moratti?

Non so cosa possa succedere domani. Ma la struttura c’è già, l’Inter rimane”.

 

 

a cura di Carmelo Bruno