Il miracolo di Mandorlini alla prova San Siro: ecco i segreti dell’Hellas Verona

Andrea Mandorlini
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

Andrea MandorliniL’Hellas Verona viaggia a gonfie vele: i gialloblu sono la vera sorpresa del nostro torneo e arrivano allo scontro con l’Inter da una posizione di classifica invidiabile. Con 16 punti in graduatoria, uno in più dei ragazzi di Mazzarri, la squadra di Andrea Mandorlini sta andando ben oltre le legittime aspettative di una neopromossa con una grande storia alle spalle.

L’allenatore degli scaligeri, difensore nerazzurro dal 1984 al 1991 e protagonista dello Scudetto dei record nel 1988/89, ha plasmato un gruppo solido, capace di sfruttare le debolezze dell’avversario di turno e portare a casa punti anche in situazioni complicate. In casa, l’Hellas ha conquistato la totalità dei punti a disposizione: dopo la vittoria di prestigio contro il Milan alla prima giornata, al Bentegodi sono cadute Sassuolo, Livorno e Parma. I veronesi non sfigurano nemmeno in trasferta, dove, nonostante le fisiologiche sconfitte contro Juventus e Roma, hanno battuto il Bologna e strappato un punto importante al Torino.

I grandi risultati di questo avvio sono frutto di un impianto di gioco collaudato e di alcune individualità sorprendenti: il Verona si schiera di norma con il 4-3-3, puntando molto sull’imprevedibilità dei suoi esterni offensivi e su un centrocampo attento a garantire un valido contributo in entrambe le fasi.

Mandorlini si affida a un pacchetto arretrato di grande esperienza, con il capitano Maietta e Moras al centro, Cacciatore a destra e Agostini sul lato opposto. La mediana vede brillare la stella di Jorginho, brasiliano naturalizzato classe ’91 su cui hanno già messo gli occhi diverse big e autore di 5 reti in campionato. A coprirgli le spalle Hallfredsson e Donati o Romulo, per aggiungere muscoli e corsa alla tecnica del regista.

L’attacco gialloblu è un mix di soprese e certezze: Mandorlini ha scommesso su un tridente con una punta di peso e due esterni rapidi. Il centravanti è Luca Toni, marinaio di lungo corso della Serie A in grado di assicurare gol, sponde e aiuto ai compagni nei momenti di difficoltà. Accanto al bomber di Pavullo avevano iniziato Jankovic e Martinho, ma l’esplosione di due funamboli argentini ha cambiato le carte in tavola: Juan Gomez Taleb, meglio conosciuto come Juanito, dopo un prestito al Gubbio si sta guadagnando il posto in squadra a forza di prestazioni convincenti, mentre Juan Manuel Iturbe è il vero colpo di mercato del ds Sean Sogliano. Praticamente inutilizzato al Porto, Iturbe ha messo in mostra grandi doti in maglia gialloblu, segnando già due meravigliosi gol.

La partita del Meazza sarà un banco di prova importante per le ambizioni di Mandorlini. Un’Inter affamata di rivincita dirà se gli scaligeri dovranno rientrare nei ranghi o potranno continuare a sognare qualcosa in più di un tranquilla salvezza.