Inizia l’era dell’IndoInter: ecco cosa cambierà con l’arrivo di Thohir

Erick Thohir
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Erick Thohir IndoInterIl 15 ottobre 2013 è entrato di diritto nella storia dell’Inter. Quella di martedì è stata una giornata storica per il club nerazzurro: da una parte l‘addio di Moratti, che comunque resterà in società come “partner”, dall’altra l’ingresso nel club come socio di maggioranza (70%) da parte dell’indonesiano Thohir, annunciato per tutta l’estate e arrivato a compiersi solo in pieno autunno.

I tifosi hanno reagito in modo diverso alla notizia: chi con sollievo per la riuscita di una estenuante trattativa, chi con delusione per l’addio dei Moratti, chi con freddezza in attesa di capire come sarà davvero la nuova era indonesiana dell’Inter. Da oggi c’è da chiedersi infatti cosa cambierà e cosa, invece, di quanto c’è di buono nel club, sarà conservato.

Thohir arriva all’Inter con grande classe, non è dato sapere se sia una sua caratteristica naturale, come lo è per Massimo Moratti, o il frutto di una strategia per ingraziarsi i tifosi interisti. Fatto sta che martedì, insieme all’annuncio dell’accordo firmato, sono arrivate le prime dichiarazioni dell’indonesiano da azionista di maggioranza della Beneamata. Tra le righe del magnate si nota molto rispetto per l’operato e la persona di Moratti, ma anche una certa umiltà nell’approcciarsi al mondo nerazzurro con la consapevolezza di conoscerne poco o niente, a parte “i successi sportivi e in campo sociale“. L’imprenditore indonesiano si è detto “onorato” di ricevere da Moratti le chiavi della macchina nerazzurra, e “felice” che l’ex presidente rimarrà in società come suo partner.

Il numero uno della federazione di basket indonesiana rappresenta il futuro dell’Inter. Ai tifosi potrà anche non piacere ma ormai non c’è nulla da fare. Di sicuro Thohir ha dimostrato in questa lunga trattativa di tenere molto al suo ingresso nella società interista, non ha mai perso la pazienza e ha aspettato, fiducioso che l’accordo si sarebbe trovato in un modo o nell’altro. D’altra parte Moratti aveva deciso di vendere, “per il bene dell’Inter“, altrimenti difficilmente avrebbe accettato una proposta, per quanto generosa fosse.

Martedì si è arrivati quindi semplicemente alla fine della storia, che in realtà era già conclusa da un pezzo, anche se per l’ufficialità erano necessarie le firme e i procedimenti burocratici richiesti dal mercato finanziario internazionale. Ora l’Inter è in mano a Thohir e qualcosa di certo cambierà. Innanzitutto a livello di organigramma, ma anche nello staff dirigenziale: per la gioia di molti interisti Branca potrebbe lasciare il suo incarico di dt, mentre Ausilio sembra destinato a restare in nerazzurro.

A livello di rosa l’arrivo di Thohir segnerà probabilmente il futuro dei pochi reduci del triplete, destinati a salutare Milano a fine stagione. L’unico che potrebbe rimanere e prolungare il suo contratto è Cambiasso, prossimo capitano all’addio di Zanetti (ma questa è un’altra storia). Forse ci sarà spazio anche per Milito, ma i suoi continui infortuni condizioneranno inevitabilmente i dirigenti al momento della scelta sul suo futuro. Certo, senza Moratti verrà meno quel sentimento di gratitudine verso i giocatori che hanno reso grande l’Inter e che ha segnato il post triplete, portando a qualche scelta forse troppo generosa.

Dal punto di vista del bilancio arrivano buone notizie: l’ingresso di Thohir comporta la cancellazione di tutti i debiti pregressi e una ventata di moneta fresca, come solo un magnate può garantire. Ora l’Inter riparte “da zero”, o quasi. Nelle prossime finestre di mercato non ci sarà più paura di tirar fuori il portafoglio davanti all’occhio vigile della Uefa. Acquisti come quello di Nainggolan o Isla non saranno più inarrivabili. Certo i tifosi non si aspettino “colpi alla Bale”, come ha detto lo stesso Moratti: Thohir è sì “un tifoso e un amante dello sport”, ma prima di tutto è un imprenditore. In attesa di conoscerlo meglio, è bene non dimenticarselo.