Maradona: “Moratti è un uomo di classe, nessuno come lui. Thohir non sa neanche…”

Maradona Moratti
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Maradona MorattiIl tricolore a Napoli manca dal lontano 1990, anno in cui i partenopei, guidati dai gol e i dribbling di Maradona, riescono a sbaragliare la concorrenza di Milan e Inter e a bissare il primo successo del 1987. L’argentino è ancora oggi idolo incontrastato del San Paolo e il suo nome riecheggia in ogni angolo della città come se il tempo si fosse fermato e l’immaginazione collettiva rimasta incollata a quei dolci ricordi. Il numero 10 è, per antonomasia, collegato alle sue gesta passate, rimanendo inavvicinabile per chiunque altro. Invitato dalla Roma ad assistere alla ormai prossima supersfida tra le sua ex squadra e la compagine capitolina, il “Pibe de Oro” è sbarcato a Milano, rilasciando una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport.

L’attualità propone, come argomento principale, l’avvento degli indonesiani alla guida dell’Inter e la rinuncia di Massimo Moratti al pacchetto azionario di maggioranza della società nerazzurra: “Non ci saranno più presidenti come Moratti. Ogni volta che se n’è presentato il bisogno ha sempre messo mano alla tasca. Thohir ha i soldi, ma Moratti è un uomo di classe. Quello che ha comprato l’Inter non sa nemmeno la differenza che sussiste tra un pallone da calcio e uno da football americano. Magari con il tempo imparerà…”.

Il calcio italiano è cambiato radicalmente in questi anni, allontanandosi dalla competitività che lo contraddistingueva ai tempi di Maradona: “Ci sono ancora dei giocatori più che validi, ma le squadre del mio tempo erano grandissime. Era come se si giocasse un Mondiale tutte le domeniche”.

Dal suo addio al calcio ad oggi, continua invano la caccia ad un suo erede. Sulla scena internazionale, sono quattro i giocatori che, secondo Maradona, competono per l’agognata nomea di “giocatore più forte del mondo”: “Al primo posto c’è Messi e dopo di lui Cristiano Ronaldo, Neymar e Balotelli. Il portoghese è più forte dell’argentino per come colpisce il pallone, ma Messi riesce a passare tra cinque giocatori. Riguardo Balotelli mi è simpatico, ognuno gestisce la propria vita come meglio crede, bisogna lasciarlo tranquillo“.

L’ultima finale di Champions League è stata disputata tra Bayern e Borussia, regine del calcio tedesco: “La Germania ormai è esplosa definitivamente, possono contare su stadi pieni e hanno una generazione di ottimi giocatori, fortuna che molte Nazioni non hanno avuto“.