Pagliuca: “Offesi Lippi e lui mi fece cacciare. Ricordo che Moratti e Facchetti…”

Pagliuca
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

PagliucaSicurezza, grinta ed esperienza: questo è stato Gianluca Pagliuca. In un’intervista rilasciata ai microfoni del Guerin Sportivo, l’ex numero uno nerazzurro ha ripercorso le tappe più importanti della sua carriera, tornando anche sulla sua avventura con la maglia della Beneamata: “Quando il mio procuratore mi disse che l’Inter mi voleva, decidemmo di sparare subito alto. Chiedevo un ingaggio da 2 miliardi, loro me ne offrivano poco più della metà. Dopo i Mondiali, però, siamo riusciti a trovare un accordo. Sono stati loro ad avvicinarsi alla mia richiesta”.

Sbarcato ad Appiano, Pagliuca riuscì nell’ardua impresa di non far rimpiangere l’Uomo Ragno (Walter Zenga, usato come pedina di scambio – insieme a Riccardo Ferri e a un conguaglio di 8 miliardi – proprio per arrivare all’estremo difensore bolognese, ndr): Se escludiamo gli ultimi mesi, l’esperienza all’Inter è stata bellissima. Ho vinto una Coppa Uefa e avuto un rendimento altissimo, ritrovando la Nazionale e sfiorando uno scudetto che evidentemente non dovevamo vincere”.

Proprio il tricolore del ’97/98 è una ferita ancora aperta nel cuore dell’ex portiere: Ciò che è successo durante Juventus-Inter del 26 aprile 1998 non posso cancellarlo. Ancora oggi fatico a capire chi sostiene che l’intervento di Iuliano su Ronaldo non fosse da rigore”. Gli effetti di quel match ebbero pesanti ripercussioni anche in futuro, segnando il destino nerazzurro di Pagliuca: Offesi Lippi e lui se la legò al dito. Alla fine della stagione 1998/99 sarebbe diventato il nuovo allenatore dell’Inter. Chiamò tutti tranne me, Bergomi e Simeone. L’aria divenne più pesante quando uscirono le prime voci sul probabile arrivo di Peruzzi. Ricordo che Moratti non si capacitava di quella spesa, era imbarazzato, così come Facchetti.

Pagliuca racconta anche due aneddoti sugli ex compagni Ronaldo e West: Ronaldo era il fenomeno del calcio mondiale, non ho mai visto nessuno forte come lui. Fisicamente era disumano, ma in allenamento non s’impegnava, andava a due all’ora. West mi prendeva in giro perché diceva che ero più vecchio di lui, ora si dice sia nato nel 1962. Come la mettiamo? (sorride, ndr).

 

Filippo Mauro