Di Natale: “Non mi pento di non aver scelto una big. L’unico mio rammarico è…”

Antonio Di Natale
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Antonio Di NataleIl capitano dell’Udinese Antonio Di Natale ha appena ultimato i lavori nella casa che lo accoglieranno una volta ritiratosi dal calcio. La meravigliosa abitazione è in Toscana ma, i tifosi friulani, non hanno di che preoccuparsi, perché Totò chiuderà in bianconero. In questi anni, l’attaccante campano ha più volte respinto le offerte di diverse big italiane, scegliendo di rimanere alla corte dei Pozzo: “Per me c’è solo una maglia ed è quella bianconera dell’Udinese. Se in tanti anni fai così tanti gol non c’è Juve che tenga”. In una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Di Natale parla di questo e molto altro, a partire dai bomber di Serie A.

Peraltro, sembra l’anno di voi vecchietti: il campionato ha trovato conferme da lei, ma ha riscoperto Totti, Toni e persino Gilardino. Gente data per bollita.

“Bollito è quando uno non ce la fa più. Toni i gol li ha sempre fatti, Gila continua a farli, ma Totti è unico, il numero uno. E’ uno che si mette sempre in gioco. Oggi merita il Mondiale. Sa qual è il mio rammarico? Non averci mai giocato insieme”.

Magari al Mondiale…

“Io è ovvio che lo sogni il Brasile. Ma non ci penso. Penso solo a far bene con l’Udinese. Prandelli sa benissimo cosa gli posso dare e sa bene chi sono. Se faccio un’altra volta 20 gol, magari ci penserà”.

La concorrenza è forte.

“Assolutamente. E voglio spendere una parola anche per Fabio Quagliarella. Ha dei colpi pazzeschi, in qualunque altra squadra farebbe 20 gol”.

Per esempio all’Udinese. Lei domenica compie 36 anni, Pinzi ne ha 32, Domizzi 33. L’Udinese continua a pescare solo all’estero. Non la preoccupa?

“Un po’ sì, qualche italiano in più servirebbe, anche se io sono dal 2004 a Udine e quasi tutti si sono integrati. Però il problema è un altro: è nei settori giovanili. Al posto di parlare bisogna far bene lì. Ora che gestisco una società (la Donatello, dove sono nati Donati, Crisetig, Padoin, Petagna, Fabbro, Cristante e il portiere Scuffet, l’unico preso dall’Udinese che non sembra puntare tanto sui friulani, ndr) alla quale voglio dedicarmi sempre di più, vedo con più attenzione le cose. Roberto Baggio aveva ragione a dire che bisogna partire da zero. Siamo scarsi. Roberto diceva sempre la verità, infatti non c’è più. Un cartellino costa 17 euro, sono troppi. E con i ragazzi ci vuole pazienza: sbagliano due partite e non giocano più. Non va bene”.

L’Udinese, invece, continua ad andare benino. Dopo tre miracoli (tre volte di seguito in Europa), pensa sia possibile farne un altro?

“La risposta è sempre la stessa: dobbiamo arrivare a 40 punti al più presto. Ne mancano 30. Poi ci divertiamo. Chiaro che la lotta scudetto riguarda tre squadre: Juventus, Napoli e Roma. Mi sembrano effettivamente più forti delle altre. Ma non è detto che non si possa ripensare all’Europa”.

Però poi va male e tutti si arrabbiano…

“Stavolta siamo stati davvero sfortunati. Vi sfido a riguardare la partita d’andata con lo Slovan (13). Rimontare lì era durissima perché erano chiusi, tutti dietro la linea della palla. E noi abbiamo bisogno del collettivo super”.

Lei domenica ha segnato su punizione. La maggior parte dei gol nascono da palle inattive e calci piazzati. Sbarramenti su sbarramenti, è sempre più difficile far gol…

“È vero. Ma sono contento dei miei 3 realizzati finora. Quello col Genoa lo sento mio perché ho tirato in porta. I conti li faccio sempre alla fine. E confido nel fatto che da ottobre in poi cominciamo ad andare forte. Domenica col Cagliari qualcosa è cambiata, ho rivisto una bella Udinese, ed erano proprio in forma loro”.

Ma alla ripresa trovate un Milan infuriato. In uno stadio chiuso, non è bello.

“Pure noi siamo arrabbiati. La vittoria di domenica è servita. Mi dispiace davvero vedere questa situazione, non si può giocare in uno stadio chiuso al pubblico”.

A proposito di pubblico, Verona sembra la piazza «emergente».

“Grande società, grande ambiente, hanno tenuto i protagonisti della promozione, cosa molto importante. Ma sono sicuro che anche a Udine quando ci sarà lo stadio nuovo l’entusiasmo tornerà e anche la gente allo stadio (mancano sempre più di duemila abbonati alla partita, un fatto strano, ndr)”.

Muriel è in difficoltà.

“Ha qualità, ma deve lavorare, non giocare da fermo, ma di squadra. Io gli faccio sempre l’esempio di Sanchez, della fame che aveva”.

Lei si trova meglio con Muriel, Maicosuel o Lopez? Sembra col Mago.

“È il più in forma, ed è tornato con tanta voglia. Ma pure Lopez fa cose da giocatore vero. Di Muriel ho detto”.

Con Guidolin come va?

“Lui è come me. Se perdiamo ci soffre. Io non dormo la notte. C’è un bel rapporto”.

Domenica come festeggia?

“In famiglia, come sempre. Ma lunedì le paste ai compagni le porto, anche se 36 sono tanti, non ci voglio pensare”.