Anche la Curva Nord contro il sistema: “Solidarietà ai milanisti. Faremo chiudere tutti gli stadi!”

Curva Nord coreografia Inter-Roma
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Curva Nord coreografia Inter-RomaTutti contro il razzismo, ma non contro la discriminazione territoriale. La decisone della Procura Federale di sanzionare il Milan con la chiusura di San Siro in occasione del match contro l’Udinese ha fatto discutere e non poco.

La società rossonera è stata punita, secondo quanto disposto dal giudice Tosel “per avere alcune centinaia dei suoi sostenitori intonato un insultante coro espressivo di discriminazione territoriale nei confronti dei sostenitori di un’altra società”. Un provvedimento privo di senso secondo Adriano Galliani che ha tuonato: “La discriminazione territoriale ce la siamo inventati in Italia, l’Uefa parla di discriminazione razziale. E’ una norma perfetta in un paese dove nessuno va negli stadi. Chiuderli mi sembra una mossa politicamente geniale. Si fa presto a distruggere un club in questo modo”. Sulla delicata questione si pronuncia anche il presidente della Lega Beretta, che fa eco all’amministratore delegato rossonero: “Non diamo le chiavi dei nostri stadi agli irresponsabili”.

Il pugno di ferro adottato dalla Procura Federale, oltre a provocare la rabbia e il disappunto di alcuni vertici del calcio italiano, ha scatenato un fenomeno più unico che raro: la solidarietà espressa dalla Curva nerazzurra ai cugini. I supporters della Nord, per contrastare “un perbenismo alieno frutto dei pazzi psicotici che comandano il nostro calcio, il nostro paese”, hanno voluto lanciare una proposta provocatoria tramite un comunicato apparso sul proprio sito ufficiale: “Adesso basta! E’ davvero troppo. Siamo al fianco della curva del Milan. Auspichiamo che tutte le curve facciano cori discriminanti per arrivare ad una domenica di totale chiusura degli stadi. Stiamo con i napoletani. Sì, proprio con loro contro i quali coltiviamo forse la più acerrima inimicizia. Proprio loro che hanno dimostrato domenica, con lo striscione “Napoli colera” esposto nella loro curva, e con i cori contro Napoli e i napoletani da loro intonati, se ce ne fosse ancora bisogno, chi sono i veri buffoni di questa triste storia di discriminazione e razzismo”.

In attesa di capire se la discriminazione territoriale sia un fenomeno sociale da debellare o soltanto un effetto della fantasia e della strumentalizzazione di pochi, non ci rimane che assistere a questa inusuale amicizia tra nemici, che rischia di danneggiare ancora una volta chi ama davvero questo sport.

 

Filippo Mauro