Thohir pressa e Moratti vacilla: può restare presidente. E se non dovesse accettare…

Erick Thohir
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Erick ThohirDomenica pomeriggio alle 15 l’Inter scenderà in campo a Trieste per affrontare il Cagliari, nella partita valida per la 6^ giornata del campionato di Serie A. La squadra di Mazzarri, reduce dall’incoraggiante vittoria di San Siro ai danni della Fiorentina, vuole continuare sulla quella scia positiva che l’ha portata a ridosso della capolista Roma. Intanto, sul fronte societario, si va sempre più verso la chiusura della trattativa tra Moratti e Thohir.

Stando a quanto riportato nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, l’eventuale slittamento delle firme sull’accordo, potrebbe essere legato soltanto al temporaneo mancato scioglimento di alcuni cavilli tecnici. La definizione del futuro organigramma infatti non è parte del mega contratto da cento e passa pagine su cui si lavora da mesi, ma verrà discussa nelle prossime settimane. Quelle che precederanno il closing (effettivo passaggio delle quote) e l’Assemblea dei soci che dovrà ratificare l’aumento di capitale e l’ingresso appunto dei nuovi soci indonesiani. Visto che l’Assemblea deve essere convocata entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio (avvenuta il 30 giugno), tra il 20 ottobre e la fine del mese avverrà il varo ufficiale dell’Inter di italoindonesiana, con quella che presumibilmente sarà la prima apparizione in pubblico di Moratti e Thohir. Probabile anche un comunicato ufficiale in cui verranno spiegate a grandi linee le basi della nuova partnership. Anche se questo passaggio potrebbe arrivare già dopo le firme della settimana prossima.

Per fine ottobre quindi i due proprietari dovranno avere definito i membri del futuro Cda (nel contratto è stato fissato soltanto che la famiglia Moratti ne avrà tre e il gruppo Thohir quattro) e il nuovo organigramma. Compreso chi sarà il nuovo presidente. In questo senso sono in netta ascesa le quotazioni dello stesso Moratti. Che negli ultimi tempi ha capito che le pressioni indonesiane perché continui a rappresentare il club non sono di facciata, ma figlie di una reale esigenza di sfruttare l’esperienza e il carisma maturati dalla famiglia: se alla fine dovesse declinare l’invito, al suo posto dovrebbe collocarsi il figlio Angelomario.

Ma Thohir e soci hanno ben chiara anche l’importanza di un uomo che firmi le decisioni finali e per questo dovranno indicare a breve l’amministratore delegato. Probabilmente la figura di riferimento diventerà Thomas Shreve, candidato ad occupare anche un posto nel board con lo stesso Thohir e i soci Roeslani e Soetedjo. L’avvocato americano dovrebbe diventare il consigliere delegato per le materie finanziarie e con potere di firma su tutto. Più in generale, l’accordo sulla gestione della società sembra andare verso un ingresso relativamente rapido degli indonesiani per tutto quello che attiene la parte commerciale, mentre quella sportiva resterebbe inizialmente per quanto non è ancora definito con precisione in orbita Moratti.