La “cura Mazzarri” rilancia anche Cambiasso: il Cuchu sa ancora essere decisivo

Esteban Cambiasso bacia maglia
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Esteban Cambiasso il CuchuDato per finito, come gran parte della squadra, a inizio stagione e vittima di un’inevitabile parabola discendente dopo una carriera gloriosa che ha toccato il suo apice nella magica notte del 22 maggio 2010, Esteban Cambiasso sta vivendo a 33 anni una nuova giovinezza. Merito suo, che con gli anni ha sviluppato delle capacità da leader straordinarie, e merito di Walter Mazzarri, che ha preso una squadra sull’orlo del tracollo e l’ha trasformata radicalmente, rilanciandola verso i piani alti della classifica.

Dopo le prime uscite, in cui il centrocampista argentino sembrava offrire garanzie prettamente difensive e di gestione della squadra con il suo posizionamento a diga davanti alla difesa, il “Cuchu” ha evidenziato, dalla partita contro la Juventus, un netto miglioramento dal punto di vista fisico: se con i bianconeri è stato in grado di alzarsi a braccare Pirlo anche nella sua metà campo ed è riuscito a non sfigurare contro avversari molto più giovani e “vivaci” come Pogba e Vidal, con il Sassuolo e la Fiorentina il numer0 19 nerazzurro ha anche dimostrato di non aver perso il vizio del gol e, soprattutto, le forze necessarie per supportare l’azione offensiva.

Contro la Viola è risultato migliore in campo e, dopo aver regalato il pareggio ai suoi, ha guidato i compagni verso la vittoria e tenuto botta contro i veementi assalti finali degli avversari, evidenziando una capacità innata di direttore d’orchestra, dote dalla quale Mazzarri difficilmente potrà prescindere in futuro.

C’è la mano del tecnico toscano sulla sua rinascita ma c’è soprattutto la voglia di riscatto di un uomo, ancor prima che un calciatore, che vuole dare ancora tanto ai colori nerazzurri, serviti fedelmente da quasi dieci anni e onorati ogni volta come se fosse la prima.

Antonio Simone