Cuchu: “Milito mi ha commosso, spero torni alla grande anche Pupi. Moratti è molto più di un presidente, Mazzarri…”

Cambiasso Milito
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Cambiasso MilitoIn questo inizio di stagione prestazioni sempre migliori alle quali ha abbinato qualità e quantità. Esteban Cambiasso sta vivendo la sua nona stagione all’Inter, ormai milanese di adozione, vede “l’Italia simile all’Argentina, anche se non mi piace la disorganizzazione. Milano è la mia seconda città. Maradona? Un’icona insuperabile”.

Sul tema razzismo nel nostro calcio l’argentino ha le idee chiare: “Non penso che gli italiani siano razzisti. Nel calcio l’offesa è permessa e ognuno cerca il modo che fa piu male all’altro”. Tanti gli allenatori avuti in carriera, chi è stato l’allenatore più importante? “Tutti gli allenatori sono importanti – risponde -, dipende anche dal momento in cui ti allenano. Allenatori importanti mi hanno dato le basi nel settore giovanile. Mazzarri il top player di questa Inter? Il player è il giocatore, dovremmo dire il top coach“.

Tanti gol, belli e decisivi, per il Cuchu in questi anni. “Quello più bello? Il gol è il momento più bello, il più importante quello al Chelsea in Champions al Meazza”. E il derby più bello? “Quello del 2007 nel quale ho segnato e quello del due a zero nell’anno triplete”.

Inevitabile parlare di Massimo Moratti: È molto più di un presidente. Che cosa direi a Thohir se mi telefonasse adesso? “Innanzi tutto ci sarebbero un po’ di difficoltà nel parlarci perchè io non mastico tanto l’inglese. Comunque se entra in questa società come sto sentendo dire ultimamente, potrei solo dargli il benvenuto“.

In un’intervista nei giorni scorsi Cambiasso ha dichiarato “Quest’anno abbiamo ritrovato sicurezza” perchè “negli anni passati eravamo altalenanti. Ora non possiamo sbagliare, ma adesso è presto“.

Un pensiero per Diego Milito rientrato con una doppietta dopo 7 mesi e 7 giorni dal suo infortunio Al suo primo gol ero commosso, quasi alle lacrime”, e per Javier Zanetti “Speriamo torni alla grande come ha fatto Milito”.

 

Fonte: inter.it