Due anni dopo

Jonathan Inter
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Due anni dopoArriva un allenatore che ha fatto la gavetta in Italia e la squadra rende al massimo grazie alle prestazioni convincenti di Jonathan ed Alvarez. No, non è l’estate del 2011.

Eppure allora i progetti dovevano essere proprio questi, con il neoarrivato Gasperini chiamato a ricostruire l’Inter, per la prima volta dopo cinque anni reduce da un secondo posto in campionato, puntando forte proprio sui due nuovi acquisti sudamericani. Allora fu un fallimento, oggi quel piano comincia a dare i suoi frutti, anche se per mano diversa, quella di Walter Mazzarri. Forse soprattutto per mano sua.

L’undici iniziale scelto dal tecnico di San Vincenzo ancora una volta non convince: a generare dubbi è soprattutto la posizione del rinato Alvarez, combattivo e concreto, molto più efficace al centro del campo che a ridosso dell’unica punta, quel meraviglioso Palacio che al Massimino pare trovarsi particolarmente a proprio agio. Proprio i due argentini furono i protagonisti della meravigliosa rimonta dello scorso anno.

A distanza di sei mesi, si ripetono: gol e assist per il Trenza, gol (e che gol!) e prestazione da migliore in campo per Ricky, non a caso al meglio al momento del passaggio alle due punte (con l’ingresso di Belfodil) che gli ha permesso di scalare da interno di centrocampo. Lo sparring partner perfetto dei due argentini è il brasiliano Jonathan. Situazione paradossale, e non solo per una questione di ordine geopolitico. La crescita di Jonathan è tanto, troppo difficile da spiegare da noi che vi scriviamo, persino da Mazzarri ai microfoni nel postpartita.

La barzelletta della Serie A che si trasforma nel miglior esterno delle prime due giornate è un fatto che non riesce ad essere reso neanche con la logora storiella dell’anatroccolo che diventa cigno. Quello che sembrava solo la brutta copia di Maicon riesce a non far rimpiangere il suo illustre predecessore, che pure nel pomeriggio era parso rinato. Tutto molto, troppo bello, una rara partenza lanciata che fa passare in secondo piano anche le poche cattive notizie, come l’infortunio leggero di Kovacic. Tutto fa ben sperare in vista del big match con la Juve.

Quindi appuntamento a sabato. O a venerdì. O a giovedì. Quando a Sua Signoria Andrea Agnelli fa più piacere, ovviamente.

 

Giovanni Cassese

(Twitter: @vannicassese)