Clamoroso al Cibali... anzi no: l'Inter annienta il Catania

<i>Clamoroso al Cibali</i>... anzi no: l'Inter annienta il Catania

Nagatomo Palacio Catania-Inter“Nulla di clamoroso al Cibali, questa volta”. La celebre frase di Sandro Ciotti andrebbe così riveduta e corretta, dopo la convincente prestazione sfoderata dall'Inter di Mazzarri nella tana di un Catania ferito dalla precedente sconfitta contro la Fiorentina. I nerazzurri, infatti, si impongono con tre gol di scarto, mostrando per lunghi tratti un gioco veloce e convincente in uno stadio ostico ai colori della Beneamata sin dal lontano 1961, anno in cui i temibili ragazzi di Herrera abbandonarono ogni sogno tricolore.

L'allenatore livornese schiera la stessa formazione scesa in campo durante la prima giornata di campionato contro il Genoa, con l'unica novità rilevante rappresentata dall'ingresso in campo di Kovacic e dalla prevedibile esclusione di un Kuzmanovic sempre più lontano da Appiano Gentile. Maran risponde con il consueto 4-3-3: Leto e Castro esterni offensivi con il compito di innescare le giocate di Bergessio e Tatchtsidis in cabina di regia.

Gli etnei iniziano con il piede schiacciato sull'acceleratore e Bergessio già al 6' avrebbe una palla gol nell'area di rigore nerazzurra, se solo non ci fosse un sontuoso Campagnaro a contrastare la punta argentina ed evitare ogni pericolo per la porta difesa da Handanovic. L'Inter risponde colpo su colpo e al 9' è Jonathan servito da Guarin ad avere tra i piedi il pallone del possibile vantaggio, ma Andujar ben posizionato respinge prontamente.

I tifosi della Beneamata, però, devono aspettare soltanto pochi minuti per gioire, perchè il brasiliano padrone della fascia destra ubriaca la difesa catanese e mette in mezzo un assist che Palacio, alla seconda rete stagionale in altrettante partite, deve solo spingere in rete. La squadra orchestrata da Maran prova a reagire e, spesso, ricorre al tiro da fuori, ma i tentativi di Tatchtsidis, Almiron e Leto non trovano fortuna. In chiusura di primo tempo un Kovacic apparso ancora lontano dalla forma migliore lascia il suo posto a Taider e Maxi Lopez rileva un infortunato Izco.

Solito canovaccio anche nel secondo tempo, con l'Inter che cerca il gol della sicurezza e il Catania che, dal canto suo, tenta di sovvertire le sorti del match. Al 55' sembra di rivedere la partita vinta contro il Genoa, quando Nagatomo raccoglie un preciso cross di Palacio e insacca ancora una volta incredibilmente di testa. Entra Belfodil per Guarin e Alvarez viene arretrato sulla linea dei centrocampisti, una mossa che cambierà in modo evidente la partita dell'argentino, assoluto protagonista dell'ultima fetta di gara.

La seconda rete dà più sicurezza alla banda Mazzarri, che domina in lungo e largo gli avversari, crollati definitivamente dopo i gol del giapponese: soltanto al 69' gli etnei si rendono pericolosi con un azione di Castro che costringe Handanovic a sporcarsi finalmente i guantoni. Al 77' potrebbe arrivare il primo sigillo di Belfodil, se solo l'arbitro non fischiasse il fuorigioco dopo un ottimo scambio tutto argentino tra Alvarez e Palacio. Passano due minuti e Ricky incornicia una prestazione più che convincente, partendo in progressione e infilzando Andujar con un sinistro potente e preciso da fuori area.

Nel finale spazio e gloria anche per Wallace e per un'altra occasione sprecata malamente da Belfodil, che a pochi passi dal portiere stecca dopo aver raccolto un assist partito dalla destra dai piedi del solito indomabile Campagnaro. Il triplice fischio manda in orbita il popolo nerazzurro, che può esultare per un altro tabù sfatato. Missione compiuta: il Catania è battuto, l'intera posta in palio conquistata e la porta rimasta ancora una volta inviolata.

La Juventus è avvisata...

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