Bardi e Benassi in coro: “In Italia ci vuole più coraggio con i giovani. Il nostro sogno è…”

Bardi e Benassi
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Bardi e BenassiIn comune, un passato nelle giovanili nerazzurre, un presente a Livorno e il sogno di un futuro da protagonisti nell’Inter. Francesco Bardi e Marco Benassi, due dei talenti sfornati dalla cantera interista, si sono raccontati ai microfoni del settimanale SportWeek. Ecco le loro parole…

Il vostro sogno da bambini?

Bardi: “Diventare calciatore. La passione me l’ha trasmessa una suora romena, giocavo con lei nel cortile dell’asilo quando ero piccolo. Lei tirava, io paravo: volevo evitare di prendere gol, non mi interessava farli”.

Benassi: “Giocare a pallone, che altro? Mia mamma si è opposta con tutte le sue forze, iscrivendomi perfino a ginnastica artistica. Poi si è arresa”.

E da adulti?

Bardi: “Giocare con la maglia dell’Inter e della Nazionale”.

Benassi: “Lo stesso per me”.

Benassi, a un certo punto ha messo insieme buone prestazioni nell’Inter per poi sparire dai radar. Perché?

“Forse Andrea Stramaccioni ha voluto proteggermi. Forse considerava un rischio far giocare uno di 18 anni in una squadra che non stava facendo bene. Quando sei così giovane sei il primo a essere attaccato quando i risultati non arrivano”.

Ma se uno è bravo, non merita di giocare a prescindere dall’età? Perché in Italia si ha tanta paura nel lanciare i giovani?

Bardi: “Non so. So solo che all’Europeo mi sono trovato di fronte a coetanei che avevano già esperienza in Champions League. Eppure abbiamo perso solo con la Spagna. Gli allenatori e le società non vogliono bruciarci? Lasciatelo dire a noi, se corriamo questo pericolo”.

Benassi: “La differenza con avversari abituati già al calcio dei grandi la vedi dalla sicurezza delle giocate, dal fatto che sanno gestire la palla in ogni situazione, Noi, invece, andiamo in panico più facilmente”.

La paura da bambini?

Bardi: “Il buio”.

Benassi: “I grandi animali: coccodrilli, serpenti…”.

Il gioco da bambini?

Bardi: “Guardie e ladri”

Benassi: “Nascondino”

Un amico nel calcio?

Bardi: “Federico Ceccherini (difensore del Livorno, ndr). E’ livornese come me, giocavamo insieme a 6 anni. L’ho ritrovato in squadra”.

Benassi: “Simone Pasa all’Inter”.

La cosa più bella che vi ha dato il calcio?

Bardi: “La possibilità di crescere in fretta”.

Benassi: “Gli allenatori che mi hanno svezzato come calciatore e come uomo”.

Quella che vi ha tolto?

Bardi: “Famiglia e amici”.

Benassi: “Io non sento troppo la lontananza: ho in testa un solo obiettivo, e vado dritto verso il traguardo”.

Oltre alla partita, qual è la cosa che vi piace più del mondo del pallone?

Bardi: “Il pre, dal pranzo coi compagni a quando entro in campo. Mi piace sentire montarmi dentro l’adrenalina”.

Benassi: “La vita di spogliatoio”.

La cosa che invece sopportate meno?

Bardi: “Non riuscire a dormire la notte prima di scendere in campo”.

Benassi: “Il riscaldamento prima della partita. So che serve, ma è più forte di me: mentre lo faccio, penso a quello che verrà dopo”.

Nel vostro ruolo, chi è il giocatore più forte mai visto?

Bardi: “L’ho guardato soltanto in tv, ma dico Gianluigi Buffon”.

Benassi: “Andrea Pirlo”.

Quello al quale vi siete ispirati?

Bardi: “Ancora Buffon, il più forte di tutti i tempi”.

Benassi: “Javier Zanetti: un esempio di serietà, uno che non molla mai”.

Il ricordo dell’Inter?

Bardi: “Il bellissimo Natale trascorso nell’attesa di trasferirmi a Milano, a gennaio di due anni fa”.

Benassi: “L’abbraccio dei compagni – Zanetti, Cambiasso, Chivu – dopo l’esordio in A col Pescara”.

Alla vostra età, meglio 15 partite con l’Inter o 38 col Livorno?

Bardi: “Un portiere ha bisogno di continuità: meglio 38 col Livorno”.

Benassi: “La stessa cosa per me, anche se sono un centrocampista”.

Bardi, ci aveva creduto alla possibilità, ventilata anche da Massimo Moratti, di prendere già adesso il posto di Samir Handanovic, in caso di cessione dello sloveno al Barcellona?

“Se mi avessero chiamato sarei andato senza paura. Ma il mio obiettivo è arrivare all’Inter per gradi, perché, il giorno in cui dovessi tornare, dovrò farlo da titolare”.

Se non nell’Inter, dove vi piacerebbe giocare?

Bardi: “Real Madrid”.

Benassi: “Barcellona”.

La squadra per cui tifavate da piccoli?

Bardi: “Essendoci Buffon, dico Juve… Ma mamma e parenti sono interisti”.

Benassi: “Il Modena, dove giocavo da piccolo. Facevo pure il raccattapalle”.

La passione fuori dal campo?

Bardi: “Sono un tipo semplice e riservato, mi accontento di stare in famiglia e con gli amici”.

Benassi: “Cinema: thriller e film d’azione”.

In una donna guardate prima?

Bardi: “Sedere, occhi, mani”

Benassi: “Sedere, tette e faccia” (sorride, ndr)

L’ultima cosa che fate prima di addormentarvi?

Bardi: “Mi avvolgo nei miei pensieri e sogno a occhi aperti di essere un grande portiere”.

Benassi: “Penso al giorno dopo, a quello che c’è da fare e a come vorrei che andasse”.

Se non aveste fatto i calciatori?

Bardi: “Avrei continuato a studiare. Ho seguito un corso per dirigente di comunità in un istituto privato, ma non ho mai capito a cosa porta”.

Benassi: “Il gelataio”.