Calo Nagatomo: l’appannamento del giapponese è dovuto anche al cambio di fascia

Yuto Nagatomo Inter-Juventus
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Yuto Nagatomo Inter-JuventusTante le indicazioni e gli spunti che mister Mazzarri ha potuto trarre dalle gare che la sua Inter ha dovuto affrontare in questa preseason. Indicazioni spesso contrastanti e controverse, che però hanno regalato al tecnico toscano la possibilità di testare le qualità di un gruppo e di plasmarlo ad immagine e somiglianza della sua architettura tattica.

Non è un mistero che l’ex allenatore del Napoli prediliga un gioco il cui sviluppo offensivo si dispieghi maggiormente sulle corsie laterali, dove i cursori di fascia diventano schegge impazzite e variabili imponderabili. Corsa, dinamismo, attitudine ad attaccare sistematicamente la profondità, attacco alla zona senza palla e sfruttamento dell’ampiezza del campo diventano caratteristiche fondamentali per poter interpretare tale ruolo nel 3-5-2 (o anche nelle varianti 3-4-3, 3-4-1-2, 3-4-2-1) mazzarriano.

Tale aspetto ha condizionato e continua a condizionare le strategie di mercato della società di corso Vittorio Emanuele, costantemente alla ricerca di un esterno (o forse due) capace di coprire tutta la fascia con qualità, sagacia, intraprendenza e soprattutto corsa. Se Pereira, infatti, sembra non aver dato mai la sensazione di convincere durante questo precampionato, il giapponese Nagatomo, almeno fino alla partita con il Chelsea, si è reso protagonista di buone prestazioni.

Il carico di lavoro, il dirottamento sull’out destro, una condizione da ritrovare dopo i tanti problemi al menisco della passata stagione e le scorie della Confederations Cup hanno condizionato un po’ le ultime prestazioni del giapponese. L’esterno ex Cesena non ha mai nascosto di preferire la collocazione mancina, ovvero su quella fascia sinistra che gli consente sia di andare sul fondo per crossare, sia di accentrarsi per utilizzare il suo destro a giro.

Molto probabilmente nelle intenzioni di Mazzarri l’esterno nipponico dovrebbe trovare posto proprio su quella fascia sinistra che anche nel suo Napoli aveva un interprete destro (Zuniga), ma il mancato arrivo di un laterale di ruolo e l’esistenza di un’unica alternativa (rappresentata da Jonathan) hanno condizionato le scelte di questo primo periodo.

In ogni caso, l’intesa della catena destra (che negli schemi di Mazzarri prevede una fitta collaborazione tra esterno ed interno) formata da Guarin e Nagatomo ha ben impressionato; nonostante appaia imminente l’arrivo di un esterno che occuperebbe la corsia che per anni fu di Maicon, questa soluzione potrebbe rappresentare una valida alternativa per la prossima stagione.