Nella disfatta del MetLife Stadium gli unici segnali positivi arrivano da Belfodil

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belfodil inter-valenciaLe prime uscite di Ishak Belfodil, attaccante franco-algerino prelevato in estate dal Parma, erano state notevolmente incolore, vuoi per il Ramadan che ne ha condizionato le prestazioni fisiche in allenamento e in partita, vuoi perché è uno dei nuovi arrivati e deve ancora ambientarsi nel gruppo, oltre che agli schemi di Mazzarri.

Ieri sera, nella partita contro il Valencia, il tecnico toscano ha deciso di puntare sin dal primo minuto su Belfodil, affiancandolo a Palacio e dandogli la possibilità di mettere in luce le sue potenzialità contro avversari di livello internazionale. E’ bene ricordare che l’acquisto dell’attaccante ex-Parma è stato fatto su richiesta specifica da parte proprio dell’ex Napoli, che vede in lui un giocatore con prospettive di crescita notevoli.

Ed in effetti, dopo un primo tempo un po’ deludente, come il resto della squadra d’altronde, che ha visto il giovane attaccante non lasciar traccia, a parte qualche giocata di sponda con i compagni ed uno spunto individuale che ha fatto intravedere parte delle sue qualità, nella ripresa si è sciolto un po’ e ha fatto vedere qualcosa di interessante, come alcune serpentine che creano il panico nella difesa del Valencia. Non a caso, Belfodil è il solo, assieme ad Handanovic, a poter uscire a testa alta dalla sfida “disastrosa” contro gli spagnoli, che ha visto la squadra nerazzurra soccombere per 4-0, non trovando mai spunti corali di gioco.

Il test contro gli spagnoli ha fatto intravedere, finalmente, quelle qualità che hanno spinto i dirigenti nerazzurri a portare il giovane alla corte di Mazzarri. Con la fine del Ramadan, che si concluderà il 7 agosto, la situazione non potrà che migliorare e Belfodil sarà sicuramente in grado di garantire quella crescita tecnico-tattica che ci si aspetta da lui.

Come dicono in molti, se l’Inter sarà in grado di trovare il giusto mix nella coppia Icardi–Belfodil, avrà trovato il tandem d’attacco per il futuro. Nel frattempo ci godiamo l’inizio della parabola ascendente del giovane Ishak.

 

Mirko Patera