Pellegrini: “Moratti, non vendere! Spero che l’Inter resti in mani italiane. Thohir…”

Ernesto Pellegrini
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Ernesto PellegriniGiornate decisive in casa Inter per quel che riguarda il cambio al timone della società; dopo le febbrili trattative tra Moratti e Thohir per la cessione di quote al tycoon indonesiano, si sta vivendo una situazione di “stallo” in attesa di capire se e quando verrà definito questo storico passaggio.

Dalle pagine de La Gazzetta dello Sport interviene, un po’ a sorpresa, l’ex presidente nerazzurro Ernesto Pellegrini, colui che cedette il club nerazzurro a Moratti nel febbraio ’95. L’ex proprietario del club milanese parla della trattativa con Thohir e di questo probabile passaggio di società.

Pellegrini chiarisce come non abbia nulla di personale nei confronti dell’indonesiano: “Non conosco Thohir e non ho nulla contro di lui. Ha una posizione economica invidiabile, ma tutto questo mi dispiace perchè non vorrei vedere la mia squadra del cuore in mano a uno straniero”.

Si parla anche dell’incontro con Moratti, avvenuto sabato scorso nella casa dell’ex presidente: “Massimo è una persona che sa nascondere bene le proprie emozioni. Quando l’ho visto non gli ho chiesto nulla e lui non mi ha parlato di niente, ma se la situazione lo avesse soddisfatto me ne avrebbe parlato. Se ha preferito evitare il discorso è perchè non è convinto”.

Come già affermato in precedenza, Pellegrini sarebbe addolorato di vedere la sua squadra in mano a uno straniero: “Per quel che so io la trattativa non è ancora chiusa, quindi mi auguro che Moratti continui a essere il presidente dell’Inter. Se da solo non ce la fa più, spero si faccia avanti qualcun’altro. Io in prima persona? Come presidente ho già dato, ma conosco altri industriali che potrebbero unirsi a me in quest’avventura”.

Ma come mai Pellegrini è contrario alla cessione dell’Inter a Thohir? Ecco le sue ragioni: “Le squadre di calcio non sono un business. L’Inter, come il Milan e la Juve, hanno una storia gloriosa alle spalle, rappresentano il patrimonio di grandi famiglie e grandi tifoserie. Finchè è possibile, le grandi aziende italiane, così come le squadre di calcio, dovrebbero restare in mano agli italiani”.

Infine si parla della “sua” cessione: “Pentito? No, sapevo a chi stavo vendendo. Con Moratti ci siamo accordati in pochissimo tempo. Il motivo per cui ho ceduto l’Inter è un segreto, è un qualcosa che non rivelerò mai. Dei miei anni da presidente ricordo lo scudetto dei record con Trapattoni e le due vittorie in Coppa Uefa”.