Mazzarri: “Ad Amburgo bene a livello tattico. Vogliamo completare la rosa e Icardi…”

Walter Mazzarri
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intervista Mazzarri La Gazzetta dello SportWalter Mazzarri siede in prima fila, mentre oltre il corridoio c’è Bedy Moratti. In coda all’aereo si gioca a carte o si ascolta musica, nel mezzo c’è il cuore sudamericano, tra risate e l’immancabile mate che passa di mano in mano.

Frustalupi e Vigiani non riposano e chiedono all’addetto video le immagini del match appena terminato contro l’Amburgo. Cartoline della prima trasferta aerea della nuova Inter. La cui guida racconta le sensazioni prima della tournée americana che scatta stamattina.

Mazzarri, cosa le è piaciuto dell’amichevole contro l’Amburgo?

“Tante cose a livello tattico. Loro erano più brillanti e però noi, dopo due giorni di riposo, rispetto alle due settimane in Trentino abbiamo avuto un cambio di passo. Abbiamo assorbito bene la fatica, provato a pressare alti e ci siamo dati molto da fare”.

Peccato per come avete subito l’11.

Un errore come quello di Andreolli ci può stare, anche perché poi lui ha fatto bene. L’ho provato centrale perché Samuel e Chivu non stavano benissimo e Ranocchia era reduce da un problema intestinale”.

Adesso negli Stati Uniti con la Guiness Cup il livello di difficoltà sarà ancora maggiore.

Affronteremo alcuni dei top club d’Europa, sarà un bel banco di prova e contro il Chelsea alzeremo ulteriormente l’asticella. E’ inevitabile che più il test è duro e più si rischia di avere difficoltà, ma le amichevoli estive servono per correggere gli errori, per dare un’identità alla squadra e per verificare se il gruppo ha recepito quello che l’allenatore gli ha proposto. Sono fiducioso, vedo la squadra crescere giorno dopo giorno».

Quanto sarà importante avere grandi stimoli dopo i problemi della scorsa stagione?

“Nel calcio moderno attingere alle motivazioni è fondamentale e questa deve essere una bella base di partenza per far meglio della scorsa annata, ma resta fondamentale l’organizzazione. Se i giocatori vagano per il campo e non sanno quello che devono fare, gli stimoli non servono a niente. Per questo insisto sulla necessità di essere una squadra».

Due anni fa la Juventus reduce da due settimi posti di fila ha iniziato un cammino vincente che con Conte l’ha portata a conquistare due scudetti. L’Inter può fare lo stesso con Mazzarri?

“Non voglio fare paragoni con altre squadre: mi interessa solo parlare di noi. Quella Juve e questa Inter hanno in comune solo i piazzamenti in due annate deludenti perché loro fecero un certo tipo di mercato (nel 2011 arrivarono tra gli altri Pirlo, Lichtsteiner, Vucinic e Vidal, ndr.)”.

L’Inter invece è ancora alla ricerca di un esterno destro.

“Non sono mai stato sereno come quest’anno. Con Moratti ci parliamo spesso e ci capiamo al volo. La volontà della società è completare al meglio la rosa: io cerco di valorizzare quello che ho, il club farà quello che può”.

Soddisfatto che Icardi si sia sbloccato dopo un inizio di ritiro complicato?

“Il gol contro l’Amburgo gli farà bene: segnare per un attaccante è sempre importante. Sta crescendo, mi è piaciuto come ha lavorato per la squadra». In assenza di Kovacic, Guarin e Alvarez stanno facendo le mezzali. «In fase difensiva hanno fatto bene anche contro l’Amburgo e qualche movimento interessante per gli inserimenti loro o degli esterni lo hanno fatto. Stiamo lavorando e abbiamo bisogno di un po’ di tempo”.

 

Fonte: La Gazzetta dello Sport