Incontro Moratti-Thohir a Milano. Ore decisive per la chiusura dell’affare, anche se il Presidente…

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Moratti ThohirUPDATE – Stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport, Massimo Moratti, intercettato all’uscita dei suoi uffici dopo l’incontro avvenuto a pranzo con il magnate indonesiano Erick Thohir, avrebbe negato nuovi sviluppi sulla trattativa per la cessione di quote societarie: “Se è emerso qualcosa? Assolutamente no, anzi…”, ha glissato stizzito il presidente, spiegando anche che non ci saranno nuovi incontri nelle prossime ore. La sensazione però è che si tratti solo di dichiarazioni di facciata: l’Inter, infatti, è sempre più vicina al tycoon indonesiano e l’accordo tra le parti sembra ormai in via di definizione.

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UPDATE – Come da programma, Erick Thohir è sbarcato in mattinata a Milano e ha incontrato poco fa Massimo Moratti nel ristorante Armani di via Manzoni, insieme al figlio Angelomario. Una chiacchierata per cercare di limare gli ultimi dettagli della trattativa che porterà il magnate indonesiano ad acquisire la maggioranza dell’Inter…

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Ormai non ci sono più dubbi. Erick Thohir è pronto a prendersi l’Inter. Stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport, ieri sono arrivate le garanzie bancarie da parte del magnate indonesiano, che sta per atterrare a Milano per apporre la sua firma sul contratto che lo porterà ad essere il proprietario di maggioranza della società nerazzurra.

Durante gli incontri che sono continuati a due passi dalla sede interista, in pieno centro a Milano, sono stati fatti ulteriori e decisivi passi in avanti per la definizione di una trattativa da oltre 300 milioni di euro. Non a caso il tycoon indonesiano starebbe per imbarcarsi alla volta di Milano. Restano soltanto da definire alcune clausole e il ruolo che la famiglia Moratti avrà dopo l’ingresso di Thohir in società.

I collaboratori più stretti del magnate, solitamente disponibili e precisi nel fornire notizie sugli spostamenti del «capo», ieri erano stranamente vaghi ed elusivi. Un’ulteriore conferma che si aggiunge a quelle provenienti dall’Italia dell’imminente sbarco per chiudere l’affare, con firma e conseguenti annunci ufficiali. Tanto che, come anticipato, è già stato preallertato per domenica uno studio notarile dove verrebbe ratificata l’intesa.

Gli studi di consulenza legale sono al lavoro no-stop per mettere a punto le carte. Con l’arrivo delle garanzie dell’acquirente, gli ultimi dubbi sul «closing» della trattativa sono ormai caduti. Ciò che resta da capire, tuttavia, è il contorno. Un contorno di sostanza. In primis, il futuro di Massimo Moratti. Il patron nerazzurro, al comando dal 1995, è stato vicino alla squadra a Pinzolo ed ha eluso qualsiasi domanda sul caso. È evidente come i suoi destini siano legati indissolubilmente a ciò che sarà della futura governance dell’Inter.

Il progetto Thohir non vuole rompere con la tradizione e la storia, né liquidare la Famiglia con un assegno e una stretta di mano. Tutt’altro. È pronto a ritagliarle un ruolo non irrilevante perché riconosce la necessità di fare affidamento sul patrimonio di conoscenze ed esperienza accumulato dagli attuali proprietari. Secondo indiscrezioni, il piano dell’indonesiano sarebbe il seguente: assumere la carica di presidente dell’Inter lasciando la vice presidenza esecutiva a un rappresentante morattiano e costruendo un consiglio d’amministrazione forte, dove disporrebbe della maggioranza.

Una simile governance si verrebbe a configurare nel caso in cui Thohir acquisisse subito il 75% delle azioni, che resta la pista più probabile. A quel punto il ruolo di vice presidente potrebbe essere assunto da Angelomario Moratti (che peraltro vice presidente dell’Inter lo è già), con il nuovo presidente comunque di base in Indonesia che metterebbe i suoi uomini forti nel CdA (uno potrebbe essere il socio d’affari Jason Levien), concepito come un board strategico e destinato a dettare le linee guida e a indirizzare le scelte dei manager.

Un centro di potere che si riunirebbe con una frequenza al massimo bimestrale ed avrebbe un efficienza ben diversa di quella attuale. Un board ed è uno degli ultimi punti sul tavolo in cui bisogna comunque definire la presenza numerica e il potere di veto della stessa famiglia Moratti. Può essere questo un punto di equilibrio tra rinnovamento e continuità?

Se, invece, la presa della maggioranza avvenisse in due step, ora l’ingresso al 30-40% ed entro un determinato periodo di tempo l’acquisto delle altre quote (in questo caso, ovviamente, l’opzione può esercitarla solo l’acquirente), Massimo Moratti potrebbe essere chiamato a gestire la fase di transizione da presidente, in un interregno che servisse pure per rendere più morbido l’atterraggio di Thohir in un sistema calcistico ed economico inedito per lui.

Quello del fine settimana sarà il secondo faccia a faccia con Massimo Moratti, dopo la presa di contatto del 25 maggio scorso. Con ogni probabilità Thohir incontrerà poi la squadra durante la tournée negli Usa per la Guinness Cup. Viaggio che si concluderà con l’amichevole del 10 agosto contro il Real Madrid. Evento che avrebbe definito lo stesso entourage del tycoon.

 

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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