Mazzarri: “C’è voglia di riscatto, ma niente proclami. Kovacic giocherà più avanti. Mercato? Ci serve un esterno”

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conferenza MazzarriDopo la presentazione del 6 giugno, per Walter Mazzarri è arrivato il momento della prima conferenza stampa della stagione 2013/14. In diretta dal Paladolomiti di Pinzolo vi proponiamo le parole rilasciate dal tecnico toscano.

Quali sono le emozioni dopo i primi giorni di lavoro con la squadra?

“Come mia abitudine, ho fatto tanti dialoghi singoli. Mi mancano ancora 4-5 giocatori con cui parlare. Prima di fare il primo discorso collettivo voglio conoscere tutti i miei ragazzi. In ogni caso, i dialoghi che ho già ho fatto sono andati oltre le migliori aspettative. Ho avuto la sensazione di avere a che fare con professionisti seri, che vogliono riscattare l’ultima annata. E’ una cosa fondamentale perchè in questo calcio non si può prescindere da motivazioni forti. Questo gruppo ha voglia di riscatto”.

Si rivede nel ruolo di “sergente di ferro” che le è stato attribuito?

“Io sono solo me stesso. E’ da 13 anni che faccio l’allenatore professionista e con grande naturalezza trasmetto i miei valori ai calciatori. Non mi sono mai posto questa domanda. Evidentemente questa definizione fa comodo a livello giornalistico. Parlando coi ragazzi ho capito che si è esagerato su certe cose che si sono dette sulla squadra. Difficilmente mi sbaglio e sono convinto che tutti mi daranno quello che hanno dentro”.

Cosa si aspetta sul mercato da qui fino a fine agosto?

“Non per essere ripetitivo, ma di mercato parlo solo con la società. Ci deve essere rispetto dei ruoli, quindi saranno Branca e Ausilio a rispondere alle vostre domande”.

Se dovesse arrivare il top player di cui ha parlato Moratti…

“Ogni allenatore sarebbe felicissimo di allenare grandi giocatori, ma io devo essere serio e parlare con equilibrio. I tifosi sognano giustamente lo scudetto ma non possiamo scordarci che l’anno scorso la squadra è arrivata nona. Sarei un venditore di fumo se facessi dei proclami adesso. Il mio obiettivo è mandare in campo una squadra propositiva, che non molli mai e se la giochi con tutti… poi vedremo dove si potrà arrivare”.

Come vede la trattativa con Thohir?

“Moratti mi ha ringraziato perchè non gli chiedo mai niente. Per me conta solo che si faccia il bene dell’Inter. Al momento sono interessato al lavoro sul campo. Il mio dovere è rivalutare questa rosa”.

Si è parlato di qualche giocatore che potrebbe andar via, come Ranocchia e Guarin. Non c’è il rischio di vederli rifiorire da altre parti?

“Io capisco che per voi il mercato sia una priorità, ma se la società ha mandato i giocatori in ritiro è per permettermi di valutarli. Ci sono giocatori che hanno pagato i tanti infortuni e anche per questo punteremo molto sulla condizione fisica. In questi 15 giorni voglio vedere le risposte ai carichi di lavoro e farò le mie valutazioni a livello tecnico-tattico”.

Moratti dice che lo scudetto potrebbe anche essere un obiettivo. E’ esagerato pensare che l’Inter possa lottare per il tricolore?

“Le griglie di partenza vanno valutate in base alle potenzialità di ogni squadra. Io ho il dovere di inculcare nella testa dei giocatori il fatto che ogni partita vada affrontata con la possibilità di vincere. Dobbiamo avere un’identità precisa e cercare di giocarcela con tutti. Mi sembra di aver sempre raggiunto gli obiettivi richiesti nel corso della mia carriera, forse anche qualcosa in più. Noi dobbiamo giocare per i tre punti. Poi, strada facendo, ci aggiorneremo. Ma non mi sento di fare proclami”.

Qualcuno dice che lei a Napoli abbia raggiunto risultati minori rispetto al valore della squadra.

“Io ho voltato pagina, ho già spiegato perchè sono andato via e non voglio alimentare le polemiche. In quattro anni a Napoli ho parlato con i fatti e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Quando sono arrivato ho trovato una squadra che era al sestultimo posto, ho trovato giocatori giovani come Hamsik e Lavezzi. Abbiamo portato la squadra in Europa e trasformato quei giocatori in top player. Vale anche per Cavani, che era un giocatore di medio livello. Io penso che a Napoli sia stato fatto quasi un miracolo sportivo. Questi sono i veri dati da leggere, tutto il resto è una barzelletta”.

Quanto tempo si dà per farci vedere la sua Inter?

“Non si può dire, ma spero nel più breve tempo possibile. Credo che i movimenti e le idee si possano vedere nel giro di poco tempo, ma gli automatismi li vedremo più tardi. Dipende anche da come reagirà la squadra”.

C’è allarme per le condizioni del piede di Chivu?

“In questi due giorni Cristian mi ha detto che sta bene e proverà a farcela. Per ora ha fatto tutto, poi vedremo…”

Zanetti l’altro giorno ha detto che può essere lei il grande acquisto dell’Inter…

“Sono i dati oggettivi a dire se un allenatore ha fatto bene o ha fatto male. Poi ognuno la può vedere come gli pare. La cosa importante per un allenatore è che su 500 giocatori allenati, il 99,9% la pensi come Zanetti. Mi riempiono di grande orgoglio le sue parole”.

Vuole aggiungere qualcosa su Cassano?

“Ho già fatto un comunicato e non ci torno più sopra. La verità è quella che ho detto”.

Pensa anche lei che l’acquisto di Tevez possa spostare gli equilibri?

“Non ci ho pensato perchè mi sono concentrato sull’Inter e non mi interessa cosa fanno gli altri. Tevez è un grande giocatore, così come Balotelli. Per far bene però i grandi giocatori non bastano, ci vuole la squadra”.

Zuniga ha fatto un salto di qualità importante con lei. Non le suonerebbe come una beffa vederlo nella Juventus?

“Per me la soddisfazione è che Zuniga, arrivato dal Siena e considerato non all’altezza del Napoli, sia diventato uno dei migliori esterni d’Europa. Il resto sono cose di mercato”.

Laxalt e Duncan quando si aggregheranno al gruppo? Verranno valutati o avete già in mente di mandarli in prestito?

“Devo parlare ancora bene con Branca e Ausilio. Sarò più preciso fra qualche tempo”.

Nella sua carriera ha sempre lanciato o rilanciato attaccanti. Cosa si aspetta da Icardi e Belfodil?

“Le potenzialità sono importanti, poi in una piazza come la nostra la pressione è alta. Il vero salto di qualità e di personalità che dovranno fare è crescere in un ambiente esigente come questo. Chiedo di essere pazienti perchè io cercherò di aiutarli in ogni modo, ma solo con i fatti si vedrà se questi ragazzi potranno diventare dei top player nell’Inter”.

In rosa ci sono giocatori adatti per il suo 3-5-2?

“Tenete presente che non abbiamo ancora tutti gli esterni. Jonathan è mezzo infortunato e Pereira non è ancora arrivato. Manca forse un laterale, ma la rosa è abbastanza completa. Molti non se ne accorgono ma lavoro anche su altri moduli. Ne farò assimilare uno per volta alla squadra. Ora stiamo provando il 3-5-1-1, poi sarà piuttosto immediato capire il funzionamento del 3-4-3, o 3-4-2-1, che praticavo a Napoli. Ma useremo anche il 4-3-3, perché dobbiamo essere pronti a cambiare faccia, a seconda degli avversari. Nel calcio moderno c’è tanto studio e bisogna essere abituati a fare variazioni tattiche”.

Pensa di avere già gli elementi giusti per fare il suo gioco?

“Rigirate le domande, ma non voglio parlare di mercato. I giocatori sono 22 e i ruoli sono coperti. Poi si può sempre migliorare, ma dal punto di vista numerico la rosa è sufficiente. Probabilmente sulle fasce un giocatore in più potrebbe farci comodo, ma solo dopo che avrò valutato tutti i ragazzi potrò dire qualcosa in più”.

Kovacic giocherà regista basso o in una posizione più avanzata?

“Per me, per diventare un top player deve giocare più avanti, come Hamsik, nelle zone nevralgiche del campo. Deve migliorare negli inserimenti senza palla, andare al tiro e cercare il gol”.

Che impressione le ha fatto Nagatomo?

“Mi piace e ho una grande stima di lui. E’ un esterno che ha dato garanzie nell’Inter. Cercherò di farlo migliorare dove può migliorare”.

 

Alessandro Suardelli

(Twitter: @AleSuardelli)

 

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