Moratti-Thohir, stretta finale nonostante le smentite. Ecco cosa potrebbe cambiare nell’Inter…

Erick Thohir
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Erick ThohirNonostante le smentite del presidente Massimo Moratti, la trattativa tra l’attuale patron nerazzurro e il magnate indonesiano Erick Thohir sta per entrare nella fase decisiva e la settimana appena iniziata dovrebbe svelare nuovi scenari su quelli che potrebbero essere tempi, modi e idee di gestione della società meneghina.

Nella giornata di ieri, Moratti ha con decisione negato un arrivo imminente nel club di Thohir ma il fatto che trapeli dalle sue parole che questa settimana ci saranno altri incontri porta tifosi e addetti ai lavori a credere in un’apertura abbastanza significativa riguardo a un accordo tra le parti per il bene dell’Inter.

Chiaro che i punti da chiarire sono molti, dal pacchetto azionario da rilevare nell’immediato con vista sul futuro alla realizzazione del nuovo stadio di proprietà (vero sogno dell’attuale numero uno interista), alla ridefinizione di tutto il quadro societario, definendo con cura quali e quante persone di fiducia di Thohir entrerebbero a far parte dell’organigramma societario; ovviamente, non potranno mancare le questioni tecniche legate all’acquisto e alle spese relative ai giocatori.

L’entrata di Thohir darebbe respiro e longevità alle casse nerazzurre, ormai sotto pressione da diversi anni a causa di un monte ingaggi molto elevato. Ora, anche con l’imminente rescissione di Stankovic, i contratti pesanti sono rimasti solo quelli di Cambiasso e Milito; per il resto la società si sta muovendo nel presente e nel futuro per limitare le spese, ma senza dimenticare che l’obiettivo primario rimane sempre quello di primeggiare.

Infatti l’idea morattiana di uno stadio di proprietà con ampie zone circostanti adibite a scopi commerciali, già progettato da altri club con ottimi risultati, autofinanzierebbe le risorse del club e darebbe maggior entusiasmo ai tifosi.

L’unione finanziaria potrebbe portare nel concreto subito innesti importanti per il gioco di Mazzarri, come Isla, il giovane e promettente Dragovic e Nainggolan, senza dover sacrificare nessun “big” come Guarin e soprattutto Handanovic, dimostratosi vero fuoriclasse tra i pali in questa stagione e richiesto dal Barcellona.

E’ importante sottolineare come l’ingresso di Thohir non stravolgerà la politica societaria intrapresa nelle ultime annate: l’Inter infatti non cercherà il campione affermato, con conseguente esborso economico da capogiro, bensì tenterà di costruire le proprie fortune acquistando talenti emergenti e attingendo dalla propria cantera.

 

Claudio Brambilla