Branca: “L’obiettivo è ridurre il monte ingaggi restando competitivi. Caso Sneijder? Ecco la verità. Su Strama e Mazzarri…”

Marco Branca
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Marco BrancaDa tempo sotto l’aspro occhio della critica, Marco Branca ha parlato in un’intervista sulle pagine di Libero, facendo chiarezza su molti argomenti.  Il direttore dell’area tecnica dell’Inter, ha detto la sua, tra le altre cose, sul caso Sneijder, su Stramaccioni e sul nuovo allenatore nerazzurro Walter Mazzarri.

In questi mesi, Branca è stato giudicato da molti in maniera negativa per il suo operato: 
”Premesso che accetto sempre le critiche, ho un preciso obiettivo che mi è stato dato dal club, ridurre il monte ingaggi e contemporaneamente essere competitivi nella lotta sportiva. Lo sto perseguendo in maniera concreta e graduale (monte ingaggi ridotto di quasi 50 milioni nell’ultimo anno, ndr). Con l’avvento di Platini l’aspetto economico e di bilancio è diventato centrale. Sommato alla crisi globale obbliga la società ad avere un’attenzione maniacale alla voce ‘spese’. Tradotto, significa fare sacrifici: di questo non è contento nessuno, ma è un serio dovere a cui dobbiamo sottostare. Io raccomandato? Sono abituato alla concretezza e ai fatti. Le raccomandazioni in genere funzionano all’inizio di una carriera, non durano 10 anni”.

Si passa poi a parlare del caso Sneijder che, nel mercato invernale, ha contribuito a destabilizzare un ambiente che fino ad allora sembrava sereno: Per Sneijder in realtà non abbiamo mai ricevuto offerte ufficiali se non dal Galatasaray. Dopo il Triplete non c’è stata nessuna offerta. Noi eravamo contenti al punto che abbiamo ridiscusso e prolungato il contratto. La scorsa estate Wesley si è presentato in ritiro magro, in forma, motivato, capitano della sua nazionale. Si è fatto male contro il Chievo. A dicembre per questioni legate al suo contratto gli ho chiesto un incontro: volevo discutere di una eventuale spalmatura‘. Avrebbe guadagnato qualcosa in più ma allo stesso tempo avrebbe alleggerito l’incidenza economica stagionale del club. Non ha accettato l’incontro, ma era un suo diritto. Noi dovevamo comunicare che per problematiche economiche uno dei nostri migliori giocatori era sul mercato. Grazie a quell’annuncio si è fatta avanti una società concreta e corretta come il Galatasaray. Loro hanno soddisfatto le nostre esigenze e quelle di Wes. L’abbiamo venduto per 7,5 milioni ed alla fine abbiamo fatto una piccola plusvalenza“.

Adesso, è cominciata l’era Mazzarri: “Ci sentiamo tutti i giorni, siamo d’accordo su tutto, sul tipo di pedine che servono all’Inter per tornare ad essere competitiva. Poi, ovvio, speriamo di riuscire ad accontentarlo anche nei nomi. Paulinho ci interessa ma ora devo esclusivamente pensare a ridurre la rosa”.

A gennaio, l’operazione che ha portato Livaja a Bergamo e Schelotto a Milano ha fatto molto discutere: Stramaccioni ha fatto il massimo, purtroppo sono cose che succedono a chi si mette in gioco, Rocchi lo abbiamo pagato 300 mila euro ed ha fatto più di quello che dovesse fare. L’affare Livaja-Schelotto, nasce da una precisa richiesta tattica del mister, voleva un esterno destro d’attacco. Abbiamo coniugato la crescita di un nostro giovane con la necessità di abbattere il costo di acquisto del cartellino di Schelotto”.