Il pagellone nerazzurro 2012/13: Ranocchia, voto 5

Ranocchia esultanza Inter-Bologna Tim Cup
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A chiudere il pagellone 2012/13 per la categoria dei difensori centrali è Andrea Ranocchia. Il centrale umbro, così come molti suoi compagni, ha vissuto un’annata a due facce: assoluto protagonista nella prima parte di stagione, quando era diventato uno dei leader della difesa a tre di Stramaccioni (che aveva permesso all’Inter di lottare per le posizioni di vertice),  travolto dalle difficoltà di squadra e condizionato dall’infortunio nel 2013.

Ranocchia, voto 5

Reduce da una stagione 2011/12 decisamente negativa e chiusa ai margini della rosa, l’ex difensore di Genoa e Bari è riuscito a lasciarsi alle spalle un’estate trascorsa con le valigie in mano (e resa ancor più amara dal coinvolgimento nello scandalo del calcioscommesse) e a rilanciarsi in maglia nerazzurra grazie soprattutto all’aiuto di Andrea Stramaccioni.

Il tecnico romano ha blindato il giocatore, proteggendolo dalle voci di mercato e assicurandogli un ruolo da leader nell’immediato futuro. Infatti, ancor prima di diventare titolare nella sorprendente difesa a tre protagonista del record storico di 10 vittorie consecutive, il numero 23 nerazzurro rappresentava l’unica certezza a disposizione del mister, preoccupato per le condizioni ancora precarie di Walter Samuel e le prestazioni non all’altezza di Matias Silvestre.

Poi, con l’esplosione inaspettata di Juan Jesus e il ritorno di The Wall al top della forma, Ranocchia ha raggiunto l’apice della sua avventura interista: prestazioni di assoluto livello nel ruolo di centrale di destra e crescita costante, agevolata dalla vicinanza di un maestro come il muro argentino.

Proprio in seguito all’infortunio di Samuel, però, il rendimento di Ranocchia è calato vertiginosamente e, complici le difficoltà della squadra in fase difensiva e il problema al ginocchio rimediato nella gara di Europa League contro il Cluj (che lo ha costretto a giocare più volte sotto infiltrazioni), il difensore di Assisi ha palesato nuovamente quei limiti che avevano alimentato non pochi dubbi sulle sue reali qualità.

In realtà, sul suo rendimento hanno pesato le ultime due disastrose stagioni dell’Inter e i continui cambi di guida tecnica, che non gli hanno permesso di completare il suo percorso di maturazione; un aspetto fondamentale per un ruolo delicato come quello del centrale. Con l’arrivo di Mazzarri e la sua cura maniacale per la fase difensiva, Andrea potrebbe ritrovare finalmente quella sicurezza che si è vista solo a tratti in questi primi due anni e mezzo della sua avventura in maglia nerazzurra.

E’ la speranza di tutto il popolo nerazzurro, che per tornare a sperare in nuovi successi ha bisogno di ripartire proprio dalla solidità del reparto arretrato.

 

Alessandro Suardelli

(Twitter: @AleSuardelli)