Mourinho non dimentica: “Grazie all’Inter sono diventato un allenatore migliore. Il calcio italiano…”

Mourinho Inter finale
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Mourinho Inter finaleA volte ritornano. Neanche il tempo di divorziare dal Real Madrid che Josè Mourinho è già pronto per una nuova avventura. Dopo 6 anni in giro per l’Europa tra Italia e Spagna, lo Special One ha deciso di tornare nella sua amata Londra, sponda Chelsea, bissando l’avventura datata 2004-2007.

Poche ore dopo l’ufficialità il tecnico portoghese ha espresso le sue prime sensazioni in un’intervista rilasciata alla tv ufficiale del club inglese: “Ora lo posso dire, sono uno di voi. Nella mia carriera ho avuto due grandi passioni, l’Inter e il Chelsea, e il Chelsea è molto più che importante per me. È stato molto difficile giocare contro questo club. Ai tifosi prometto le stesse cose che ho promesso nel 2004″.

Tornando indietro nel tempo, Mou ripercorre la sua avventura meneghina, senza nascondere il suo amore verso i colori nerazzurri: L’Italia era qualcosa che volevo fortemente. Il calcio italiano è il più tattico e il più difficile, specialmente se sei in una squadra che vuole vincere, lottando contro squadre che non vogliono perdere. È stata una grande sfida per me. Sono arrivato in un club dove si respirava un’atmosfera di frustazione dovuta al fatto che non si riusciva a vincere la Champions. E noi abbiamo ottenuto quel trofeo e, per la prima volta per un club italiano, il triplete. Mi ha aiutato molto dal punto di vista culturale. Dopo Portogallo e Inghilterra il calcio in Italia si vive da un’altra prospettiva. Ho dovuto mettermi alla prova e studiare un sacco. Penso di essere diventato un allenatore migliore vivendo nell’Inter. Insieme al Chelsea è l’altro mio grande amore”.

Il vate di Setubal parla anche dell’ultima “meno fortunata” esperienza al Real Madrid: Sono andato al Real perché volevo provare il ‘grande slam’, vincere i tre principali campionati nel mondo, e anche perché avevo già avuto due volte in passato la chance di allenarlo, ma non avevo mai accettato per rimanere al Chelsea. L’ultima volta era stata dopo la vittoria in finale di FA Cup a Wembley. Lì ho pensato: ‘Neanche per idea. Rimango qui’. Alla terza occasione ho deciso di andare. Desideravo un’altra cultura – ha spiegato il portoghese – e un altro club di dimensione internazionale. Ed è stata un’esperienza fantastica per me.”

Alla fine alcune indiscrezioni sul suo futuro:” Se girerò ancora per l’Europa? Adesso ho 50 anni e ho finito il mio giro nel calcio europeo”.