La GdS racconta Erick Thohir: l'identikit del magnate indonesiano

La GdS racconta Erick Thohir: re di giornali e tv con un impero da 12 miliardi di euro


Erick Thohir GazzettaContinuano le trattative tra Massimo Moratti ed Erick Thohir. Il presidente nerazzurro non molla e non si smuove dalle sue posizioni: almeno per ora, non c’è l’intenzione di cedere l’Inter. L’offerta è importante ma, al momento, si lavora sul 30%, vista l’apertura del magnate indonesiano, che pretende però di acquisire progressivamente una percentuale sempre più alta di quote, fino a diventare, tra qualche anno, l’azionista di maggioranza della società nerazzurra.

Proprio ragionando sul possibile ingresso di Thohir nel panorama calcistico italiano, La Gazzetta dello Sport ha tracciato un identikit del personaggio: “Ha un fratello che si chiama Garibaldi: anche questo a suo modo è un segno, e pazienza se Garibaldi Thohir – attivo nel settore bancario – è più noto come Boy. Un uomo iscritto all’anagrafe col cognome dell’eroe dei due mondi in qualche modo ha l’Italia nel destino. Erick Thohir, l’indonesiano che vuole l’Inter, fratellino del Garibaldi di cui sopra, è imprenditore nel settore delle telecomunicazioni. Ha 43 anni, forse 44, perché non è chiaro se sia nato nel maggio del 1969 o del 1970, e quattro figli. Appartiene a una delle più ricche famiglie di Indonesia e ha le spalle coperte bene: suo padre Teddy dà lavoro a 130 mila persone con la holding Astra International. Erick può permettersi di mettere sul piatto 300 milioni di euro per acquisire il controllo dell’Inter e altri 50-60 da investire sul mercato. I soldi per la famiglia Thohir non sono un problema”.

“Erick Thohir amministra il Mahaka Group o Mahaka Media, attivo nell’editoria e nelle telecomunicazioni. Possiede radio, televisioni, giornali. Un piccolo Berlusconi indonesiano, con una particolarità: a Mahaka Group fa capo il quotidiano Republika. Singolare coincidenza, come è noto il Berlusconi originale non ha un gran rapporto con La Repubblica, intesa come giornale italiano. La linea guida di Republika è la lotta alla corruzione, che in Indonesia è molto diffusa. Tanto per capirci, l’indice di percezione della corruzione, il Corruption Perception Index (CPI), dice che l’Indonesia è 118a nella classifica dei Paesi più onesti. L’Italia è messa meglio, ma non troppo, siamo 72esimi”.

“Thohir a Milano non si sentirà troppo lontano da casa. Formazione americana Erick ha studiato per cinque anni negli Stati Uniti, dove ha preso il master in economia. Negli Usa ha consolidato la sua passione per il basket. È uno dei proprietari dei Philadelphia 76ers, squadra della Nba, ed è presidente della Federbasket indonesiana e della federazione pallacanestro del Sud-Est asiatico, nonché di un paio di club d’Indonesia. Più baskettaro che calciofilo, anche se in America possiede quote dei D.C. United nel soccer. In rete abbiamo trovato alcune sue interviste su riviste di business. Ecco alcune pillole del Thohir pensiero: «Sono una persona “easy”, facile, ma perfezionista. Non basta avere idee, le cose bisogna farle sul serio. Vorrei che la mia media-company trasmettesse qualcosa ai suoi ascoltatori, ai suoi lettori. Quando la gente ti critica, tu devi rispondere col lavoro, con i fatti. Io spero di fare la differenza nel mio settore. Ho un sogno, ho una visione,ma da solo non posso farcela. Ho bisogno di qualcuno con cui condividere il mio programma». Banalità? Può darsi,ma trovate un manager che in pubblico non ne dica”.

Mahaka Group non è quotato in Borsa ed è difficile avere delle stime attendibili sulla sua consistenza. Sappiamo però che Teddy Thohir, padre di Erick, di Garibaldi e di un’altra figlia, è sulla tolda di comando di Astra International, holding a capo di una miriade di aziende nei più svariati settori. Nel 2012 Astra International ha fatturato 15,6 miliardi dollari (quasi 12 miliardi di euro, fonte Bloomberg) e ha dato lavoro a 123.919 persone. Il business più importante di AI è il cosiddetto «automotive», la componentistica per auto e la vendita al dettaglio delle automobili attraverso una fitta rete di concessionari. Astra International lavora per grossi marchi: Toyota, Bmw, Honda, Suzuki, Peugeot, Daihatsu. Sui quasi 12 miliardi di euro del fatturato 2012, 6,3 vengono dall’«automotive». Il resto lo hanno portato a casa le attività minerarie (3,5 miliardi), i servizi finanziari (760 milioni), l’agricoltura (690 milioni), infrastrutture come le autostrade (471 milioni), il settore informatico (131 milioni). Un gruppo solido, che diversifica molto e che ha chiuso il 2012 con un utile di un miliardo e 380 milioni di euro”.

“Per farla breve, i tifosi dell’Inter devono augurarsi che a investire nell’Inter sia papà Teddy. Il figlio da solo non è così grosso come sembra e la sua esperienza nel calcio americano non è incoraggiante. D.C. United di Washington, la squadra di Thohir junior nella Major League, è ultima nella East Conference con la miseria di 5 punti in 12 partite. Tifosi preoccupati, ambiente depresso. In un’intervista a dcunited.com Erick Thohir aveva detto: «Vogliamo fare dei D.C. United la squadra campione il prima possibile». E poi: «Squadre come Real Madrid, Barcellona, Manchester United e Milan sono molto conosciute al di fuori dei loro confini e noi puntiamo alla stessa cosa»“.

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