Juan: "Strama mi ha aiutato molto, Moratti è un grande uomo. Vorrei restare qui a vita e..."

Juan: “Strama mi ha aiutato molto, Moratti è un grande uomo. Vorrei restare qui a vita e…”


Juan JesusIn una stagione travagliata come quella che sta per volgere al termine, l’Inter può comunque vantare delle note positive. Tra queste, troviamo sicuramente Juan Jesus. Il difensore brasiliano, ospite su Sky Sport della trasmissione I Signori del Calcio, ha raccontato così la sua giovane carriera.

Si comincia raccontando i primi giorni in Italia: Appena sono arrivato Cordoba, che ancora giocava, mi ha aiutato tanto. Anche ai brasiliani Julio, Maicon e Lucio devo un ringraziamento: senza di loro non sarei riuscito ad ambientarmi bene qui. Il rapporto che abbiamo tra noi brasiliani è molto bello. A milano mi trovo bene sembra di stare a Porto Alegre, dove vivo in Brasile”.

Anche Stramaccioni ha avuto un ruolo fondamentale nella sua crescita: “Con lui ho un bel rapporto perché quando sono arrivato ho giocato prima una partita con la Primavera, che allenava all’epoca, e quando è stato promosso in prima squadra mi ha aiutato molto e dato sempre fiducia. Lo ringrazio per il fatto di fidarsi sempre molto di me. Il rapporto che abbiamo è sereno e tranquillo, normale tra allenatore e giocatore”.

A maggio, l’esordio amaro: “Il giorno del mio esordio è stato importantissimo. Ero contento per aver giocato anche solo due minuti ma meno felice perchè la squadra stava perdendo 3-1. Già solo l’aver giocato qualche minuto è stata una enorme gioia.

In estate poi, l’esplosione alle Olimpiadi di Londra: “Per me era un’occasione per fare bene e dimostrare il mio valore sia in Brasile che all’Inter. Credo che la medaglia d’argento sia stata un peccato perché volevamo la vittoria, ed avevamo una grande squadra per ottenerla. L’Olimpiade mi ha aiutato perché l’Inter ha visto tutto quello che ero in grado di fare.

In quella competizione, al fianco di Thiago Silva: “Mi ha aiutato tanto anche lui. Ha giocato in Italia qualche anno e mi ha spiegato come giocare qui e impostare la manovra. In più mi dice sempre che è importante stare stare tranquillo. Credo che non ci assomigliamo molto: lui è tecnico, tanto da poter fare il centrocampista, io sono più fisico e ho più corsa.

Juan Jesus, ha un sogno nel cassetto: Il mondiale in Brasile, in casa, si avvicina e spero di rientrare tra i convocati. Tutti si aspettano che la Seleçao vinca, anche perché siamo in casa”. In quella Nazionale, potrebbe esserci anche un ex interista: Coutinho Per me è come un fratello più piccolo. Mi ha aiutato molto quando sono arrivato, anche se era in Spagna mi chiamava e chiedeva se avevo bisogno di qualcosa. Mi spiace molto sia andato via. Rimarrà comunque sempre mio fratello e nonostante la distanza giochiamo alla Play online e ci sentiamo spesso, farà una grande carriera”.

In passato, si era parlato di un possibile prestito: “Se dovevo andare al Bologna un anno fa? E’ vero, esisteva questa possibilità ma il mio procuratore mi diceva di stare tranquillo e continuare a lavorare che l’opportunità di restare in nerazzurro c’era. L’Inter stava guardando come mi allenavo e come stavo andando col Brasile. Alla fine l’opportunità è arrivata”.

L’esordio dal 1′ contro il Torino è stata la svolta: “E’ stata forse la più importante della mia vita perché facevo il mio esordio vero e dovevo dare il mio meglio per cercare di conquistarmi spazio tra i titolari”.

Poi, il centrale brasiliano ha parole d’elogio per Ranocchia: “E’ un grande giocatore e uomo. Con lui mi trovo bene e c’è una bella amicizia anche fuori dal campo. Lo ringrazio perché quando ho iniziato a giocare era sempre al mio fiancoA tre o a quattro non cambia. Basta che il mister mi chieda di giocare e va bene, anche in porta o in attacco. Sinistra o destra o al centro non cambia, faccio quello che mi chiede l’allenatore e cerco di aiutare la squadra al massimo”.

Giocare nell’Inter vuol dire anche disputare uno dei derby più sentiti al mondo: “Tutto il mondo lo segue e giocare quella partita è una sensazione stupenda. Da bambino la guardavo come tutti. Non riesco a spiegare bene l’emozione, sono stato vicino a fare gol ma la palla era troppo alta e per fortuna Samuel l’ha spinta dentro. Abbiamo vinto giocando bene”.

Juan racconta poi le sfide vinte contro Juve e Napoli: A me non interessava che nessuno avesse mai vinto lì dentro. Pensavo a fare il mio lavoro al meglio. Grazie a Dio abbiamo vinto e fatto un ottima gara. Contro il Napoli era importante come contro Milan e Juve. Loro sono pericolosi con Cavani, se gli lasci spazio può far male, ma quel giorno ero concentrato e l’ho contenuto al meglio”.

Non poteva mancare una considerazione su Cassano: “Fa sempre ridere tutti, soprattutto con Jonathan, di cui è amico. Sembra brasiliano perché vuole sempre scherzare ed essere felice. Racconta spesso di essere stato vicino alla morte e del problema al cuore e sono contento stia bene, giocando ancora con noi. Grazie a Dio è vivo oggi e stare all’Inter con lui è spettacolare”.

Chiusura sul futuro e Moratti: Voglio restare e vincere. Noi brasiliani pensiamo a vincere sempre. Già sono in una grande squadra come l’Inter, e vorrei stare tutta la vita qui. Il giorno che l’Inter vorrà cedermi, penso che non accadrà, ma non si sa mai, mi piacerebbe giocare al Real, che prendo sempre alla Play Station, con Ronaldo, Di Maria e Higuain, che sono grandissimi giocatori. Mi piace vederli giocare in televisione, poi c’è l’amico Marcelo. Moratti è un grande uomo e sono contento lui mi abbia portato qui e voluto fortemente. Lo ringrazio sempre e lui è gentile con me, mi parla sempre”.

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