La metamorfosi di Samir: nell'anno della consacrazione, addio all'etichetta di "pararigori"

La metamorfosi di Samir: nell’anno della consacrazione, addio all’etichetta di “pararigori”


Samir HandanovicL’Inter, con i quattro gol subiti domenica sera contro l’Atalanta, è arrivata a 43 reti incassate in 31 partite di campionato, una media di 1,38 a match. Un dato che testimonia una fragilità difensiva preoccupante soprattutto considerando che il Siena e il Palermo, in piena lotta per non retrocedere, viaggiano su una statistica più o meno analoga a quella dei nerazzurri: i siciliani, infatti, con il gol incassato a “Marassi” da Munari, sono arrivati a 44 mentre i toscani, partiti con una penalizzazione di sei punti, hanno subito un gol in meno (42) degli uomini di Stramaccioni.

Numeri che non lasciano scampo e che sarebbero stati quasi sicuramente peggiori se non ci fosse stato tra i pali uno strepitoso Samir Handanovic. Il portierone sloveno, arrivato a Milano la scorsa estate con il non facile compito di sostituire il partente Julio Cesar, ha sfoderato sin dall’inizio prestazioni da vero numero uno che gli hanno permesso di conquistare da subito il cuore dei tifosi della Beneamata.

In questa sua prima stagione in nerazzurro, Handa ha collezionato fin qui 40 presenze tra Serie A, coppa Italia ed Europa League in cui si fa fatica a ricordare un suo errore decisivo. Nessuna “papera”, dunque, ma tanti voli tra i pali pronti per essere immortalati come immagini per i prossimi album di figurine; indimenticabile in questo senso è il miracolo di “San Samir” sul colpo di testa ravvicinato di Balotelli nel derby e, mercoledì scorso contro la Sampdoria, il tuffo per togliere dall’incrocio il tiro di Krsticic. Undici milioni di euro (più la metà di Marco Faraoni) ben spesi dalla dirigenza interista che si è ritrovata in casa uno dei portieri più forti al mondo.

Tra tutte queste note positive, però, cercando proprio l’ago nel pagliaio, risalta agli occhi di tutti che, considerata la sua fama di “pararigori” etichettatagli giustamente nei suoi anni trascorsi ad Udine dove ha raggiunto il nuovo record di tiri parati dagli undici metri in un solo campionato (6 nella stagione 2010/2011), il portiere di Lubiana non ha mantenuto per il momento fede alla sua nomea in nerazzurro.

Da quando veste la casacca dell’Inter, infatti, è stato in grado di respingere un solo penalty contro il Rubin Kazan in Europa League, salvataggio valso comunque a poco vista la ribattuta in rete da parte dei russi; in campionato, oltre a ieri sera, Samir è stato battuto due volte da Denis (ieri sera e nel match d’andata), oltre ai rigori incassati da Totti e Rosina.

Visto il non fortunatissimo periodo che gli uomini di Stramaccioni stanno vivendo con le decisioni arbitrali, la speranza è che il portierone dagli occhi di ghiaccio ritorni presto a ipnotizzare i suoi avversari anche dal dischetto per limitare ulteriormente i danni provocati da una difesa ancora alla ricerca della giusta quadratura.

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