Onore, classifica e una tendenza da invertire: l’Inter sogna il bis nel derby d’Italia

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Juventus-Inter esultanza finale salutoPer l’onore, per la maglia e per la classifica. Sono queste le cause, più o meno nobili, per cui l’Inter e la Juventus si affronteranno in una sfida che si prevede accesa e interessante sotto ogni aspetto, sia tecnico, che tattico, senza tralasciare quello agonistico. Match ricco di significati quello che andrà in scena domani a San Siro, con calcio d’inizio alle ore 15; i più scaramantici possono fare tutti gli scongiuri del caso, visto che un derby d’Italia pomeridiano non accadeva dal lontano aprile ’98, quello dell’1-0 firmato Del Piero e del famoso contatto Ronaldo-Iuliano.

A quelle scintille se ne sono aggiunte molte altre, specie dopo lo scandalo Calciopoli, che vide, nell’estate 2006, la retrocessione in Serie B della Juventus, a cui vennero revocati gli ultimi due scudetti vinti (quello del 2005/2006 venne assegnato ai nerazzurri, ndr). Dal ritorno in A, avvenuto la stagione successiva, i bianconeri hanno vissuto stagioni altalenanti, con buoni piazzamenti nei primi due campionati, con annessa qualificazione alla Champions, ai quali fecero seguito due deludentissimi settimi posti (2009/2010 e 2010/2011), prima dell’avvento di Conte alla guida tecnica.

In quegli anni, per una Juve un po’ incerta, vi era un’Inter sontuosa, pressochè senza rivali in Italia e protagonista anche in Europa: erano gli anni di Mancini prima e di Mourinho poi, caratterizzati da Coppe, scudetti e dalla sensazione di essere stati ripagati dopo anni di delusioni e amarezze (una su tutte il 5 maggio 2002).

Nelle stagioni post Calciopoli, però, le vittorie nerazzurre nei derby d’Italia di campionato si contano sulla punta delle dita: un 1-0 firmato Muntari nel 2008/2009 e il 2-0 griffato Maicon-Eto’o che permise ai nerazzurri di avvicinare la Roma, poi sorpassata, nell’anno del Triplete, prima dell’impresa del 3 novembre 2012 con il 3-1 allo Juventus Stadium.

La voglia di rivincita bianconera delle passate stagioni, nata da un astio verso i nerazzurri, presunti colpevoli di aver agevolato la retrocessione della Vecchia Signora in B, si è manifestata in molti scontri diretti: una vittoria contro i “cattivi” interisti avrebbe avuto il sapore della giustizia (mai trovata nelle aule) per il popolo juventino, oltre che la funzione di salvagente per una stagione da “mani nei capelli” (basti pensare al 2-1 della Juve di Ferrara o all’1-o, rete di Matri, di quella di Del Neri).

La ciclicità del calcio ha riportato in auge la Juventus, mentre l’Inter, nell’ultimo anno e mezzo, ha vissuto un periodo con più ombre che luci; il big match contro i rivali bianconeri, oltre a essere un’importante scontro per l’onore e per il folklore, sarà decisivo ai fini della corsa al terzo posto, distante sette punti, virtualmente quattro qualora si vincesse il recupero di Genova con la Samp.

Gli uomini di Conte potrebbero avere già la testa ai quarti di Champions con il Bayern, visto anche il rassicurante +9 sulla seconda posizione; l’Inter, come ha detto Stramaccioni, a cui hanno fatto eco diversi giocatori, si farà trovare pronta, mettendo in campo tutta l’attenzione e la grinta a disposizione, qualità necessarie per bissare l’impresa dello Juventus Stadium.

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