CALCIOMERCATO/ Robben in nerazzurro è solo una suggestione. La nuova politica societaria…

Arjen Robben
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Arjen RobbenL’Inter e Robben, un’ipotesi di “matrimonio” tanto suggestiva quanto improbabile. Il rush finale del campionato è appena cominciato, i traguardi da raggiungere sono ancora molti e numerose squadre sono impegnate in lotte punto a punto davvero interessanti, ma già impazza il calciomercato, con i suoi nomi accattivanti e le sue fantasie suggestive, non sempre però realizzabili.

L’ultima voce che ha catturato l’attenzione di molti tifosi è quella di un possibile passaggio di Arjen Robben, esterno d’attacco del Bayern Monaco e dell’Olanda, alla corte di Massimo Moratti a partire dalla prossima estate; è innegabile che questa indiscrezione abbia alimentato le fantasie di tutti gli interisti, visto il valore indiscutibile dell’olandese, ma va anche ricordato come il calciomercato sia una sorta di femme fatale che ama spesso sedurre e ancor più spesso abbandonare tutti i tifosi dell’Italia del pallone e che questi rumors non trovano affatto conferme nell’ambiente nerazzurro, decisamente più orientato su un altro tipo di politica per il mercato estivo.

In questi casi conviene andare con i piedi di piombo e analizzare la situazione nel suo intero contesto; un gocatore come Robben farebbe le fortune dell’Inter, ma anche di moltissime altre squadre, vista la sua tecnica, la sua abilità nel saltare l’uomo e la facilità con cui si presenta al tiro dalla distanza (per informazioni chiedere ai tifosi della Fiorentina). Sebbene sia mancino, il suo ruolo ideale è esterno destro di un 4-3-3 o di un 4-2-3-1, posizione pressochè vacante nell’Inter odierna, dove il solo Schelotto ne è l’interprete naturale.

Come detto, il numero 10 del Bayern è un giocatore che farebbe le fortune di tutte le squadre d’Europa e si adatterebbe a meraviglia nei sopracitati sistemi di gioco, i preferiti di Stramaccioni; in ogni cosa, però, c’è un rovescio della medaglia, il classico “contro” che viene dopo ogni “pro”: l’ex Chelsea e Real Madrid, sebbene non sia affatto vecchio (classe 1984), comincia ad accusare i primi segni di scarsa brillantezza e in questa stagione è finito in più di una circostanza in panchina.

Alla condizione atletica meno smagliante di qualche anno fa, dove fece ammattire Chivu nella finale di Champions League, si aggiunge un altro elemento che allontana Robben dalla Milano interista, ossia la politica finora intrapresa in sede di mercato dallo staff dirigenziale nerazzurro: la voglia di puntare sui giovani senza spendere troppi soldi tra cartellino e ingaggio contrasta con i quasi 30 anni dell’esterno nativo di Bedum e con la valutazione, non certo a buon mercato, fatta dal Bayern Monaco.

Ovviamente da oggi a fine agosto potrà accadere tutto e il contrario di tutto, ma è doveroso giocare con la fantasia fino a un certo punto: la linea guida del mercato nerazzurro è stata tracciata già in estate, con gli addii di Maicon e Julio Cesar su tutti, per proseguire in gennaio, dove la partenza di Sneijder è stata rimpiazzata dall’arrivo del baby Kovacic.

Sebbene il calciomercato abbia insegnato a non scartare a priori nessuna ipotesi, le possibilità di vedere Robben con la casacca dell’Inter in estate rasentano lo zero e tutto ciò, molto probabilmente, per non dire quasi certamente, resterà una meravigliosa suggestione e niente di più.