Alla ricerca del gioco perduto: solo così Strama può riprendersi l’Inter

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Stramaccioni allenamento indicazioniQuello che preoccupa adesso è il gioco, che non c’è, e quindi è su questo che si lavora, sia mentalmente che fisicamente”. Parole rilasciate ai microfoni di Sky Sport 24 da Cristian Chivu, che colgono in pieno il vero grande problema dell’Inter degli ultimi tempi.

Stramaccioni, fino all’andata degli ottavi di Europa League contro il Tottenham, è stato sempre difeso a spada tratta dal presidente Massimo Moratti, nonostante alcuni brutti passaggi a vuoto. Dopo la sconfitta interna con il Bologna, però, qualcosa sembra essere cambiato nell’umore del numero uno della Beneamata pronto, stando alle sue parole, a valutare a fine stagione l’operato del tecnico e della dirigenza.

Ciò che non deve essere piaciuto è proprio la mancanza di gioco, una squadra spaesata e del tutto in confusione anche per i continui cambiamenti tattici. Sono questi elementi che rendono il terzo posto (che è a soli 4 punti con altre 10 gare ancora da disputare) un’utopia. Se i clamorosi tonfi di Siena e Firenze, dove l’Inter ha fatto da semplice comparsa, erano stati giustamente perdonati per le numerosissime assenze, gli ultimi due k.o., arrivati anch’essi con prove del tutto anonime, hanno spazientito tutto il popolo nerazzurro, presidente in primis.

Strama, infatti, è finito sul banco degli imputati proprio per non essere riuscito a trovare rimedio alle pesantissime assenze di Milito e Samuel. Partendo dal fatto che i due argentini sono insostituibili, ancor di più nell’Inter di quest’anno, ci si aspettava, però, delle soluzioni che potessero non far perdere completamente l’identità ad una squadra che aveva fin lì fatto un’ottima stagione ed era in corsa su tutti i fronti. L’allenatore romano ha provato diversi moduli cercando una via d’uscita all’emergenza, ma senza trovare riscontro sul campo. Con gli Spurs e i felsinei, dunque, sono arrivate altre due sconfitte senza appello, dove gli altri correvano e giocavano a calcio e i nerazzurri incassavano senza reazione.

La delusione più grande è proprio questa, vedere un’Inter in balia dell’avversario e senza idee, priva di gioco e disperatamente legata alle giocate dei singoli. Una squadra simile a quella vista nel periodo post-Triplete e che, proprio grazie all’impatto avuto da Stramaccioni, i tifosi interisti avevano accantonato. Il suo approdo in prima squadra, infatti, nelle ultime nove partite dell’anno scorso, aveva ridato un’anima alla compagine nerazzurra, con una precisa identità e con punti fermi su cui contare. Quest’anima si è rivista anche all’inizio della nuova stagione per poi perdersi per strada tra infortuni, mercato non all’altezza ed una rosa non in grado di reggere le tre competizioni.

Strama, così come l’anno scorso, ha a disposizione gli ultimi due mesi e mezzo per (ri)prendersi l’Inter e continuare quel progetto che gli era stato affidato la scorsa estate. Per fare questo, forse ancora più del raggiungimento del terzo posto, serve dimostrare immediatamente che l’Inter, insieme al suo gioco, non è definitivamente morta.

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