Sprofondo nerazzurro: il Bologna mette a nudo tutti i limiti dell’Inter

Schelotto delusione Inter-Bologna
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

Schelotto delusione Inter-BolognaPoteva essere la serata perfetta per festeggiare al meglio il compleanno numero 105 della Beneamata: un avversario insidioso, ma sulla carta ampiamente alla portata, l’occasione per riscattare il tonfo di Londra riconciliando la squadra con i tifosi e la possibilità di sfruttare il K.O. del Napoli a Verona e il contemporaneo Lazio-Fiorentina per prendere una posizione di vantaggio nella “volata Champions”.

Poteva essere, ma non è stato: l’Inter, per lunghi tratti troppo brutta per essere vera, ha sciupato l’ennesima ghiotta occasione, perdendo 1-0 in casa con il Bologna, corsaro in quel di San Siro grazie al gol di Gilardino al 12′ della ripresa.

La confusione che, in questa domenica sera di inizio marzo, ha accompagnato la manovra dei nerazzurri riflette il caos che regna sovrano in tutto l’ambiente Inter: nessuno è esente da colpe, dalla società, rea di aver allestito una rosa con lacune evidenti e che ha confermato, in sede di mercato invernale, il detto popolare per cui “la pezza è peggio del buco”, ai giocatori, capaci di fornire prestazioni ampiamente sotto la sufficienza sia qualitativamente che caratterialmente, passando per l’allenatore, forse fino a stasera il meno responsabile, ma le cui scelte lasciano sempre più perplesso il popolo interista.

Per il riscatto post Tottenham, Strama opta per un modulo a metà tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1, con Benassi (un metodista, ndr) a occupare il ruolo di trequartista sinistro, Schelotto agisce a destra e Guarìn alle spalle di Palacio, mentre in porta debutta Carrizo al posto dello squalificato Handanovic; il Bologna di Pioli, reduce da due vittorie consecutive, si presenta con Lazaros, Diamanti e Gabbiadini a sostegno di Gilardino, mentre le chiavi del centrocampo vengono affidate a Perez e Taider.

La partenza sprint del Bologna, vicino al gol con Antonsson e Gilardino, spaventa Zanetti e soci e preannuncia alla Milano interista una serata con tanto nero e pochissimo azzurro; la manovra dell’Inter, se così si possono chiamare la quantità industriale di appoggi errati dei primi 45 minuti, non produce nulla di concreto e all’intervallo il risultato è di 0-0.

L’ingresso di Cassano al posto dello spaesato Benassi ravviva un po’ la contesa, ma dopo 12′ del secondo tempo Gilardino gela San Siro con un bel destro al volo su assist di Perez: Carrizo è battuto e l’Inter, per la terza volta consecutiva, si trova in svantaggio.

La reazione tarda ad arrivare, anche se i lampi di FantAntonio sembrano poter dare la scossa giusta alla squadra, ma prima Curci e poi Naldo salvano sulle conclusioni di Guarìn e del numero 99 nerazzurro; con il passare dei minuti il Bologna serra le fila inserendo Khrin per Gilardino e i varchi si riducono: la mossa di Strama è avanzare Ranocchia a fare il centravanti, provando a sorprendere gli emiliani con spioventi nel cuore dell’area.

La mossa che inserì negli annali un Inter-Siena 4-3 dell’era Mourinho, con Samuel improvvisato prima punta e autore del gol decisivo, non ha lo stesso esito con il tecnico romano e i sogni di pareggiare il match muoiono sui guantoni di Curci, abile a salvare in angolo su un colpo di testa di Cambiasso.

Questa partita lascia in dote al popolo nerazzurro tanta amarezza, forse un pizzico di rassegnazione e una settimana che si preannuncia durissima, visto il ritorno con il Tottenham e la trasferta a Marassi, sponda Samp: se l’Inter vuole ritrovare credibilità presso il suo pubblico, deve farlo già da queste due sfide.